Chi è Lorenzo Sonego, il torinese che vuole fare strada tra i grandi

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Si può fare strada nel tennis senza le stimmate del predestinato? Sì, e Lorenzo Sonego ne è la dimostrazione vivente. E così, mentre l’Italia della racchetta lodava e prefigurava per Gianluigi Quinzi un futuro da top-10, il buon “guerriero Sonny”, come lo chiamano gli amici del circolo ‘Green Park’ alle porte di Torino, si barcamenava in seconda categoria. Oggi è entrato stabilmente in top-100.

Biografia: un cuore Toro che ha iniziato tardi con il tennis

Lorenzo nasce nel capoluogo piemontese l’11 maggio 1995. Dicono di lui che sia un grande tifoso granata e a giudicare dal ‘cuore’ che mette in campo quando gioca a tennis non stentiamo a crederlo. D’altronde, prima di intraprendere la carriera tennistica, aveva militato fino a 13 anni proprio nelle giovanili del Torino, per poi virare sul basket (invogliato anche dal suo bel metro e novantuno di altezza) e infine decidere di passare ad uno sport individuale.

Caratteristiche tecniche: servizio e dritto, ma non solo

Oltre al cuore c’è molto di più. Servizio e dritto sono le caratteristiche migliori del ragazzo, che sta crescendo in autorevolezza anche con tutti gli altri colpi. Secondo il suo coach Giampiero “Gipo” Arbino, le sua qualità migliore è la forza mentale, l’attitudine positiva con la quale affronta sia le vittorie che le sconfitte. Al tempo stesso, dal punto di vista tecnico, tende a commettere l’errore di cadere nella tentazione del “rematore” classico della terra rossa, mentre, anche per le sue caratteristiche, dovrebbe essere molto più portato ad attaccare e ad osare di più.

Carriera: ha iniziato tardi ma sta recuperando

La sua carriera professionistica comincia relativamente tardi, a vent’anni, nel 2014. Nel 2016 lascia il circuito Futures e si dedica quasi esclusivamente ai tornei Challenger e il primo titolo di questa categoria arriva ad Ortisei nell’ottobre del 2017, anno che conclude in posizione 212 del ranking mondiale. Nel 2018, grazie al secondo turno raggiunto nel primo Slam a cui prende parte, gli Australian Open, viene conosciuto dal grande pubblico. Sempre nel 2018, arriveranno un altro secondo turno a New York, la vittoria di un secondo Challenger e la top-90.

Nel 2019 raggiunge la top-70 grazie ad una serie di buoni risultati, tra cui spiccano i quarti di finale raggiunti sulla terra di Marrakesh e, soprattuto, di Monte Carlo.

Prospettive: può continuare a crescere

I margini di miglioramento sono evidenti. Come detto, servizio e dritto sono di alto livello, mentre sul rovescio c’è ancora molto da lavorare. Sempre a detto del suo coach, il suo anno “sarà il 2020”. Non vediamo l’ora di scoprirlo.

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