Il tennista romano, reduce dall’amara eliminazione patita per mano di Tien a Pechino, ha vuotato il sacco in un’intervista esclusiva
L’unica magra consolazione, col senno del poi, è quella di aver perso contro un tennista evidentemente baciato anche dalla fortuna in una settimana che non dimenticherà mai. Uno – a secco di trionfi nella sua ancor giovanissima carriera – che tra qualche ora si giocherà il titolo del torneo di Pechino contro il nostro Jannik Sinner.

Forse è andata proprio così: forse era scritto nel destino che Learner Tien avrebbe fatto strada in modo davvero inaspettato nella competizione in corso sul cemento cinese, eliminando in serie tutti avversari meglio piazzati di lui nel ranking.
Prima Francisco Cerundolo in sedicesimi di finale, poi Flavio Cobolli in ottavi, Lorenzo Musetti in quarti e Daniil Medvedev in semifinale. Giova sottolineare che a parte l’affermazione contro il tennista romano, le altre vittorie sono arrivate sempre in rimonta, dopo aver perso il primo parziale. E che ‘Muso’ e il moscovita si sono ritirati per diversi problemi fisici nel corso del terzo parziale.
Insomma, al netto dell’ottimo tennis messo in mostra dal classe 2005 americano, gli Dei del tennis hanno mostrato una particolare predilezione per il nuovo numero 36 del mondo, che grazie al cammino in Cina ha già guadagnato 16 posizioni. E che potrebbe ancora spingersi fino alla 31esima casella se riuscisse nella titanica impresa di battere in finale anche Jannik.
Cobolli ko a Pechino: tutta la rabbia per la sconfitta
Come detto, la magica settimana di Tien si era aperta venerdì 26 settembre battendo l’argentino Cerundolo, per poi passare all’impresa firmata contro un Flavio Cobolli arrivato al match con le stigmate del favorito, anche in virtù della grande prova messa in campo poche ore prima contro un certo Andrey Rublev.

Il giocatore azzurro è però incappato in una di quelle giornate ‘no’ in cui non gli riesce nulla. Ben lontano dall’ottimo tennis messo in mostra contro il russo, Cobolli ha perso nettamente in due set, commentando poi in esclusiva in modo amaro e severo la sua performance ai microfoni di ‘Spazio Tennis‘.
“In una stagione così lunga, con tanti tornei, ci sono giorni in cui non ci si sente a proprio agio in campo. Fisicamente era tutto ok, ma ero un po’ spaesato in campo. Non sempre basta essere al 100% atleticamente, perché bisogna esserci anche mentalmente. È una giornata che mi toglie un po’ di sensazioni positive, ed è un peccato perché è un periodo in cui stavo giocando bene. Ma come ho detto abbiamo tanti impegni e può capitare, senza dimenticare i meriti dell’avversario“, ha detto.
“In questo momento mi sento infastidito da tutto. Ma essere un giocatore a questi livelli significa anche saper scavare dove fino a poco tempo fa non riuscivo, trovando la voglia di lavorare anche in questa situazione. Rientrare in campo e allenarmi era la cosa migliore che potessi fare, come poi ho fatto“, ha concluso Cobolli.





