Nadal snobba Sinner, parole chiare e tifosi di sasso

Rafa Nadal non si trattiene. Lo spagnolo dice tutto ciò che pensa: le sue parole sono chiare e lasciano di sasso i tifosi di Sinner

Per Jannik Sinner il 2025 si è rivelato un anno semplicemente straordinario. Una stagione contrassegnata da immense soddisfazioni nonostante la squalifica di tre mesi a causa del controverso “caso clostebol”. L’azzurro si è diviso con Carlos Alcaraz i titoli del Grande Slam (2 ciascuno), aggiudicandosi anche gli Atp 500 di Pechino e Vienna, il Masters 1000 di Parigi e le Nitto Atp Finals di Torino. Sei trofei prestigiosissimi, che fanno il paio col secondo trionfo consecutivo al Six Kings Slam, milionario torneo di esibizione.

Nadal parla gesticolando in conferenza stampa al Roland Garros
Nadal snobba Sinner, parole chiare e tifosi di sasso (Foto Ansa) – Tennis Fever

Il giovane altoatesino, purtroppo, non è riuscito a conservare la prima posizione nella classifica mondiale, ma è solo un piccolo dettaglio considerando la lunga assenza dai campi tra inverno e primavera. A concludere l’annata in vetta al ranking sarà invece lo stesso Alcaraz, che oltre ai due titoli slam ha aggiunto al suo palmarès gli Atp 500 di Rotterdam, Londra e Tokyo e i Masters 1000 di Montecarlo, Roma e Cincinnati.

Insomma, senza timore di essere smentiti, è possibile affermare che l’azzurro e il murciano hanno instaurato una sorta di duopolio. Un dominio che nessuno tra gli altri esponenti al vertice sembrerebbe in grado di scalfire e che ricorda molto da vicino quello dei cosiddetti “Big 3”, vale a dire Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.

Altro che Sinner-Alcaraz, Nadal non si trattiene: l’analisi dello spagnolo è chiarissima!

Sinner e Alcaraz, del resto, pur essendo all’inizio della loro carriera, hanno già regalato epiche sfide agli amanti della racchetta. La questione è solo agli albori, ma è già molto discussa: può definirsi quella di Jannik e Carlos una rivalità pari a quella dei mostri sacri sopracitati? Per tanti è una domanda lecita, per altri quasi una “bestemmia”. A nostro parere, soltanto il tempo potrà dare una risposta a tale interrogativo.

Intanto, però, come anticipato, l’argomento è spesso all’ordine del giorno sul web e nei vari salotti televisivi. Talvolta, capita che siano proprio i diretti interessati ad affrontare il tema. Qualche giorno fa è successo a Nadal durante un’intervista rilasciata al programma Universo Valdano di Movistar+.

Sinner e Alcaraz si abbracciano sorridenti al termine della Finale a Torino
Altro che Sinner-Alcaraz, Nadal non si trattiene: l’analisi dello spagnolo è chiarissima! (Foto Ansa) – Tennis Fever

Parlando della rivalità con Roger e Nole, la leggenda spagnola ha affermato: «Si attraversano diverse fasi nella vita. Quando sei giovane, tendi a vivere tutto più intensamente. Con il passare degli anni, però, le cose si attenuano. La cosa positiva della nostra epoca è che abbiamo concluso le nostre carriere e possiamo andare a cena insieme senza alcun problema».

«È qualcosa di cui essere orgogliosi. Abbiamo lottato l’uno contro l’altro per i tornei più importanti, ma non abbiamo mai spinto niente all’estremo. La rivalità è rimasta in campo e i rapporti personale si sono sempre basati sui valori del rispetto, dell’ammirazione e persone di amicizia nei confronti dei rivali. Sono felice di aver fatto parte di questa storia», ha aggiunto.

«Nulla togliere ad Alcaraz e Sinner…»

Dopodiché, il maiorchino ci ha tenuto a fare una sottolineatura: «Senza togliere alcun merito ad Alcaraz e Sinner, che stanno facendo le cose per bene, abbiamo contribuito a far capire alle nuove generazioni che si può essere rivali senza odiare l’avversario. Si può avere una relazione non necessariamente di amicizia, ma comunque buona. È una bella eredità che ci siamo lasciati alle spalle. Noi venivamo da Pete Sampras, che aveva vinto 14 titoli del Grande Slam. È umano che qualcuno della nostra generazione, arrivato a 14, avrebbe potuto pensare di aver raggiunto il massimo». E invece non l’hanno fatto, arrivando addirittura a quota 24 (Djokovic), 22 (Nadal) e 20 (Federer).

Nell’ambito del discorso, Rafa, ha poi (neanche troppo) implicitamente evidenziato che Alcaraz e Sinner possono vivere un dualismo in relativa scioltezza vista la mancanza di concorrenza, mentre loro erano costretti a stare costantemente sul “chi va là”. «Noi, essendo in tre e non in due, non avevamo mai margine per rilassarci. Le esigenze erano altissime. Non abbiamo mai smesso di spingerci a vicenda. Non c’era spazio per prendere alla leggera un torneo. Questa è la grande della nostra epoca: Eravamo sempre in finale, in lizza per i tornei più importanti. Non credo che uno di noi da solo avrebbe potuto farcela», ha spiegato Nadal.

Infine, un’altra frecciata al tennis moderno sempre meno improntato su talento e fantasia: «Il mondo evolve, così come il modo di giocare. Ora si colpisce e si serve più forte. Continuò a credere nell’intuizione e non nel giocare come un robot. Ne ho parlato anche con Federer, a lui non piaceva ricevere troppe informazioni».



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