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Next Gen ATP Finals: Prizmic Trionfa su Engel e Rilancia le Sue Speranze. Domani la Decisiva sfida con Blockx per le Semifinali

Next Gen ATP Finals: Prizmic Trionfa su Engel e Rilancia le Sue Speranze. Domani la Decisiva sfida con Blockx per le Semifinali

Next Gen ATP Finals: Prizmic Trionfa su Engel e Rilancia le Sue Speranze. Domani la Decisiva sfida con Blockx per le Semifinali

Una vittoria che non fa rumore, ma cambia l’aria: Dino Prižmić spezza l’inerzia, supera Engel e rimette in moto il suo cammino nel Gruppo Rosso delle Next Gen ATP Finals. La sfida che può disegnare il futuro è dietro l’angolo.

Certe sere il tennis ti chiede di stare lì

Di accettare il ritmo, di non inseguire troppo presto il colpo risolutivo. Dino Prižmić l’ha fatto. Con pazienza, ha piegato Engel e ha tenuto aperta la porta nel Gruppo Rosso delle Next Gen ATP Finals di Jeddah. Non è stata una partita spettacolare, è stata una partita utile. E oggi, per lui, vale di più.

Le Next Gen hanno le loro regole

Format breve, set ai quattro giochi, no-ad, ritmo altissimo. In questo contesto, l’attenzione non può saltare un giro. Prižmić ha gestito meglio i punti corti, ha scelto con giudizio quando accelerare col dritto in diagonale e quando appoggiarsi al rovescio in anticipo. Lo si è visto nel modo in cui ha spezzato gli scambi chiave: niente eroismi, tanta misura.

Se cercate il dato definitivo, oggi non c’è

L’ATP non ha ancora diffuso numeri dettagliati sull’incontro, e non avrebbe senso inventarli. Si può dire, però, ciò che conta davvero: Prižmić ha vinto. E con quella vittoria resta agganciato al treno per le semifinali.

A questo punto entra in scena il tassello che manca

In evidenza: la partita con Engel

Engel ha provato a sporcare il match con variazioni e servizi tagliati. Prižmić ha risposto con un piano sobrio. Pochi regali, piedi sempre dentro il campo sulla seconda, blocco del rovescio compatto. È il tennis che ha portato il croato, classe 2005, a prendersi spazio tra i grandi già nel 2024, dopo il faro acceso dalla sfida in quattro set contro Djokovic all’Australian Open. Non è tanto il colpo che colpisce, è la gestione: la capacità di alzare il livello quando il set si sposta verso il tie-break breve, tipico di questo format innovativo.

Domani, la resa dei conti con Blockx

E adesso sì, si entra nel cuore. Domani la partita con Alexander Blockx deciderà il passaggio in semifinale. L’equilibrio del round robin rende tutto più tattico: contano le vittorie, poi la percentuale di set e, se serve, quella dei game. La matematica della qualificazione può diventare labirintica; la via d’uscita, invece, resta semplice: vincere. Con margine, se possibile. In mancanza di una nota ufficiale sui tie-breaker aggiornati del gruppo, è prudente ricordare i criteri standard ATP per il torneo (fonte: atptour.com/next-gen).

Prizmić sa cosa lo aspetta

Blockx, campione junior a Melbourne nel 2023, ha esplosività di braccio e pochi timori reverenziali. Il belga ama il primo colpo dopo il servizio e affonda il dritto inside-out; lascia spiragli sul lato del rovescio se trascinato in diagonale lunga. Il croato dovrà cercare tempo e profondità, soprattutto sulla seconda palla dell’avversario. Due chiavi pratiche: percentuale alta di prime e gestione pulita del primo colpo in uscita dal servizio. In un match “corto” ogni microstrappo diventa uno strappo vero.

C’è anche una componente silenziosa, che spesso decide questi incroci

La capacità di respirare tra un punto e l’altro. Nel clima secco di Jeddah e con il ritmo Next Gen dettato dallo shot clock, contano le routine quanto i vincenti. Qui Prižmić ha mostrato maturità: piccoli rituali, zero teatralità, sguardo fisso sulla palla.

È il bello di questo torneo: laboratorio di regole e di caratteri

Domani capiremo se questa rimonta di fiducia sarà abbastanza per aprire la porta grande. Intanto, una domanda resta sospesa tra rete e tribuna: quando il set corre ai quattro, chi riesce davvero a sentire la palla più di tutti?

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