L’aria di Melbourne si è fatta pesante, satura di una tensione che solo le grandi occasioni sanno generare. Non è stata solo una questione di tecnica o di tattica; è stata una prova di nervi, un corpo a corpo durato oltre quattro ore in cui la logica sembrava aver smarrito la strada.
Per lunghi tratti, il pubblico ha assistito a una danza ipnotica, fatta di risposte fulminanti e recuperi impossibili, convinto che il passaggio di consegne definitivo fosse ormai scritto nel destino della Rod Laver Arena. Ma il destino, nello sport, ha spesso la memoria lunga.

Il match era iniziato sotto i migliori auspici per chi sognava la conferma di un dominio già visto negli ultimi anni. Un avvio bruciante, un servizio che pareva una sentenza (con ben 26 ace messi a referto) e la sensazione che il giovane campione avesse in mano le redini del gioco. Eppure, dall’altra parte della rete, c’era un uomo che ha fatto della resilienza la propria religione. Nonostante un accenno di malessere fisico nel terzo parziale, il “vecchio leone” ha saputo attendere il momento del calo altrui, trasformando ogni piccola crepa dell’avversario in una voragine psicologica.
Novak Djokovic riscrive la storia: Jannik Sinner cade dopo una maratona infinita
Il punto di rottura è arrivato proprio quando la stanchezza ha iniziato a offuscare la lucidità. In un quinto set vietato ai deboli di cuore, ben otto palle break sono state letteralmente “cestinate” da chi avrebbe dovuto azzannare la partita, permettendo al rivale di risorgere dalle ceneri di un 40-0 che sembrava definitivo.
È qui che la cronaca si piega alla leggenda: Novak Djokovic, a 38 anni suonati, compie l’ennesimo miracolo sportivo eliminando Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open 2026. Con il punteggio finale di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4, il serbo spegne i sogni del tris azzurro e si regala l’accesso alla sua 38ª finale Slam.
Mentre Sinner deve fare i conti con un finale amaro e una condizione fisica apparsa non ottimale nei momenti decisivi, Nole si prepara alla sfida delle sfide contro Carlos Alcaraz. Per Djokovic l’obiettivo è ora il traguardo più alto di sempre: il 25° titolo Major per superare Margaret Court e restare, ancora una volta, l’unico re del tennis mondiale.





