Musetti trionfa al secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia: ‘Preferisco le condizioni serali, Sinner è il favorito’

Musetti esce allo scoperto
Musetti esce allo scoperto, è Sinner il favorito ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Al Foro Italico, una sera giusta al momento giusto: Lorenzo Musetti inaugura Roma con un doppio 6-4 su Giovanni Mpetshi Perricard, si prende il terzo turno e confessa di amare la notte. Sul favorito, pochi giri di parole: per lui c’è un solo nome, Jannik Sinner.

Nell’aria fredda e limpida di Roma

Lorenzo Musetti si è preso una vittoria pulita. Due set netti, 6-4 6-4, contro il francese Giovanni Mpetshi Perricard, uno che vive di servizio e prime pesanti. Il carrarino, classe 2002, ha tenuto il campo con ordine. Ha controllato il ritmo. Ha difeso l’inerzia quando contava. Soprattutto, ha dato il segnale che qui, agli Internazionali BNL d’Italia, vuole sentirsi a casa.

Il match: equilibrio rotto nei momenti chiave

Il punteggio racconta la trama senza fronzoli. Un break per set ha fatto la differenza. Di fronte, un “bombardiere” che al Foro Italico può mettere in fila game rapidi e nervi altrui. Musetti non è entrato nella gara dei colpi vincenti. Ha scelto il contrario: palle lavorate, variazioni per togliere timing, risposta profonda per sporcare la prima avversaria. Poche scelte, ma chiare.

Quando la partita si è fatta tesa, ha gestito bene la prima. Ha preso il centro del campo con il diritto coperto. Ha usato lo slice nei momenti di respiro per allungare lo scambio. Non serviva la perfezione. Serviva lucidità. E qui l’ha trovata. Una versione concreta, da secondo turno passato con mestiere, senza lasciarsi trascinare nell’ansia dei dettagli.

C’è un dato che colpisce più delle statistiche: la calma. Zero gesti plateali, zero fretta. È lo stesso tratto che gli ha dato slancio nei migliori tornei sulla terra, quando spezzare il ritmo vale quanto sfondare. Mpetshi Perricard resta uno dei migliori “servitori” emersi negli ultimi anni. Contro questi profili, si vince quando si tocca la palla giusta. Musetti l’ha fatto.

Le sere di Roma e il peso del favorito

A fine match, la chiave esce limpida: “Mi piacciono molto le condizioni serali”. La palla scivola meno, l’aria tiene il colpo, c’è tempo per “sentire” il tocco. Questo, per il suo tennis, è ossigeno. Le luci disegnano i contorni, lui riempie gli spazi. Si vede nelle scelte, nella pazienza con cui costruisce, nel coraggio con cui entra con rovescio e diritto quando sente di avere l’angolo.

Poi c’è il discorso più grande, quello che tutti fanno sulle gradinate: chi è il favorito a Roma? Musetti non si nasconde e non allarga il campo. Per lui, l’“unico favorito” è Sinner. Realismo, più che prudenza. Jannik oggi rappresenta lo standard, l’asticella che decide il livello. Metterlo davanti non è un inchino. È un modo chiaro di dire a se stesso dove vuole puntare.

Adesso arriva il terzo turno. Avversario e orari possono cambiare la pelle del match, ma il principio resta. C’è un tennis che funziona meglio col buio, quando il respiro della folla si fa denso e i colpi pesano un po’ di più. Musetti lo sa. Roma lo sa. La domanda, allora, è semplice: in una notte che gli somiglia, quanto può spingersi questo ragazzo che sceglie la via stretta e non perde più la bussola?