Andy Murray rivela i suoi piani per Wimbledon (e per dopo)

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Quattro mesi fa la delicatissima operazione all’anca destra e la prospettiva del ritiro definitivo dal tennis professionistico. Oggi la possibilità, concreta, di giocare a Wimbledon, almeno per quanto riguarda la competizione in doppio.

“Non ho più dolore”, rivela Andy Murray al Times. “Le prossime settimane saranno decisive per capire come risponderà l’anca alle ulteriori sollecitazioni a cui la sottoporrò”. Difficile, almeno stando a quanto afferma il diretto interessato, che possa vedersi in campo un doppio in famiglia con il fratello: “Si è parlato molto di questo dopo quanto successo in Australia – dice Jamie Murray, di un anno più anziano rispetto a Andy e uno dei migliori giocatori di doppio a livello mondiale – ma non penso che sarà pronto per Wimbledon quest’anno”.

Jamie – che è stato numero uno nel ranking di doppio e ora è numero otto al mondo – ne fa anche una questione di interesse personale: “Sto passando gli anni migliori della mia carriera, non è semplice pensare di poter giocare a Wimbledon con qualcuno che non colpisce una pallina da tennis da otto mesi. Certo, con Andy in forma, avrei buone possibilità di vincere“.

Ma l’ex numero uno del mondo, che non gioca una partita dalla sconfitta al primo turno contro Bautista Agut agli Australian Open, queste certezze non è ancora in grado di fornirle. Andy non vuole forzare i tempi. E se questo vale per il doppio, a maggior ragione lo si può pensare per un suo ritorno all’attività in singolare. “Se non avessi avuto sensazioni positive, la cosa più probabile che avrei fatto sarebbe stata quella di giocare a Wimbledon e poi dire basta. Ma proprio perché mi sento bene, voglio darmi qualche chance in più”.

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