Berrettini passa il turno, ma quanta fatica per il 22enne romano

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Una lunga e complicata partita – quasi tre ore e mezza di gioco – in cui il pendolo della supremazia si è spostato lentamente dal vantaggio iniziale di Pablo Andujar a quello (vincente) di Matteo Berrettini. Il 22enne romano ha iniziato il match con difficoltà, sbagliando diversi colpi (poco attivo, rigido nel colpire la palla) e non è stato per nulla eccezionale dal punto di vista tecnico-tattico. E nonostante il risultato sembra voler dire altro con il suo 6-7 6-4 6-4 6-2, la battaglia (e l’incertezza) c’è stata per ben tre set.

Dopo un’inquietudine iniziale in cui perde il primo set al tie break – pesa forse la pressione di essere per la prima volta testa di serie a uno Slam – Berrettini inverte la tendenza. Ha aspettato con saggezza il momento giusto per mettersi davanti nel match e c’è riuscito. Nel secondo parziale vince 6-4 pareggiando i conti, ma la svolta è arrivata nel terzo set, quando si è passati da un “quasi” 3-5 a favore di Andujar (l’azzurro salva due palle break quando era sotto 3-4) a un 6-4 per Berrettini. Complice anche il declino dello spagnolo che nel terzo parziale ha iniziato a calare fisicamente.

Entrambi tuttavia hanno commesso molti errori e come capita spesso in questi casi (nelle partite al meglio dei 5 set) è stato il giocatore più forte ad emergere: nel quarto set Berrettini sale finalmente in cattedra e conclude il match con un netto 6-2.

L’aspetto positivo? L’azzurro non si è mai lasciato andare e ha cercato di stare sempre dentro la partita. Cosa che alla fine gli ha permesso di vincere meritatamente. Nelle note negative dell’italiano un gioco un po’ troppo scollato per circa tre set, senza le belle trame alle quali ci ha abituato prima della “non buona” prestazione di Roma. E poi il rovescio slice ha funzionato a intermittenza mentre il dritto (il suo colpo forte) non è stato sempre all’altezza delle sue capacità.

Prossimo appuntamento (non prima di mercoledì) contro il Next Gen norvegese Casper Ruud, 18enne di Oslo figlio d’arte, numero 63 del ranking mondiale. Un secondo turno non scontato ma tutto sommato abbordabile.

Primo set

Inizio complicato per il giovane italiano che parte male subendo subito un break. Spesso in difficoltà sul rovescio, va comunque avanti grazie al suo servizio (non al 100%, ma efficace) e a qualche colpo interessante (alcune  smorzate di tutto rispetto). Complice qualche punto regalato dal suo avversario, il 22enne romano recupera poi il break di svantaggio. Ma si tratta di un fuoco di paglia: sul 4-4 torna a sbagliare (tre dritti, il suo colpo migliore) regalando di nuovo un break ad Andujar, il quale però non approfitta per chiudere il set sul 5-4 e perde a sua volta il servizio. Si va avanti fino al tiebreak.

Anche qui l’azzurro parte male subendo un mini-break, non appare convinto nei momenti decisivi, sbaglia alcuni colpi in maniera eclatante e alla fine perde con un netto 7-3 complicando il match.

Secondo set

Berrettini nel secondo parziale parte con un nuovo approccio, soprattutto mentale, che gli consente di ottenere subito un break. E lo fa giocando il suo miglior game fino a quel momento, ritrovando un pochino di continuità, forse grazie anche a un cambio di racchetta. Tiene il servizio e consolida così il vantaggio del break superando l’avversario di due game per la prima volta nel match. Prosegue poi rimanendo attaccato al suo servizio (oltre il 90% di punti vinti con la prima in questa parte di gara) e chiude il secondo parziale 6-4.

Terzo set

Sebbene l’azzurro sembra ormai aver preso fiducia, non riesce a strappare il servizio al suo avversario. Non trova abbastanza continuità nelle risposte e il match prosegue in maniera equilibrata. Sul 4-3 per lo spagnolo Berrettini riesce anche ad annullare due pericolose palle break. Nel game successivo, sul 4-4, arriva però il game orribile di Andujar, che in un momento decisivo riesce a sbagliare praticamente tutto (nei vari errori anche un doppio fallo). Finalmente la prima palla break per Berrettini che non sbaglia e si appresta a servire per il set. E l’azzurro non si lascia sfuggire l’occasione lasciando a 15 l’avversario: 6-4. Si chiude così un set in cui la differenza è stata fatta soprattutto dalla solidità del servizio di Berrettini.

Quarto set

Il giocatore romano ritrova definitivamente il suo gioco e sale in cattedra. Gioca finalmente con grande intensità e profondità. Cambi di ritmo vincenti, sintomo di una convinzione ritrovata da parte dell’italiano. Il risultato è netto: 6-2.

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