Nadal-Kyrgios, perché ci odiamo tanto

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Al di là delle dichiarazioni di facciata della vigilia, Rafael Nadal e Nick Kyrgios sono due tennisti che letteralmente si detestano. Troppo diversi, due poli opposti che, in questo caso, non si attraggono. “Rafa è esattamente l’opposto di ciò che sono io”, ha detto Nick nella celebre e discussa intervista al podcast No Challenges Remaining, che tanto ha fatto discutere. E Rafa, dal canto suo, non può che concordare con questa affermazione.

I precedenti in perfetta parità

Il primo motivo per cui Nadal non sopporta Kyrgios è perché si tratta di uno dei pochi giocatori che lo mettono in difficoltà dal punto di vista tecnico e dal punto di vista mentale. E lo dimostra il fatto che i precedenti tra i due sono in perfetta parità, una rarità quando si parla di Rafa, tre vittorie a testa. La prima, proprio a Wimbledon, fu di un Kyrgios poco più che adolescente che sorprese il mondo eliminando il grande Nadal nel 2014, in quattro set, agli ottavi di finale.

Poi ci furono due vittorie dello spagnolo sulla terra rossa di Roma e Madrid (nel 2016 e 2017), una vittoria a testa sul cemento di Cincinnati e Pechino, fino ad arrivare agli ottavi di finale dell’Atp 500 di Acapulco, in cui Nick elimina ancora Nadal agli ottavi. Una partita che lancia l’australiano verso il successo finale, ma una sconfitta che viene accolta molto male da Rafa, infastidito dagli eccessi dell’australiano, che afferma: “Nick non è cattivo, però ha poco rispetto del pubblico, dell’avversario e anche si se stesso”.

La reazione di Kyrgios

Parole che non lasciano indifferente Nick Kyrgios che, qualche mese dopo, replica tramite la famosa intervista al podcast No Challenges Remaining, in cui attacca frontalmente l’attuale numero due del mondo (oltre che il numero uno Novak Djokovic): “Rafa è permaloso, è l’esatto opposto di quello che sono io: quando vince, sono tutti amici, grandi complimenti all’avversario e smancerie varie. Quando perde fa fatica a darti la mano”.

In effetti è difficile pensare a due tennisti che affrontino lo sport in maniera differente. Nadal è concentrato, impegnato, mai una parola fuori posto, una forza mentale straordinaria, un lavoro costante su se stesso dentro e fuori dal campo. Kyrgios è istrionico, polemico e polemista, viene accusato di scarso impegno in allenamento e di scarsa concentrazione in partita. Il gioco di Rafa è abbastanza regolarista, quello di Nick molto più istintivo. Il maiorchino è diventato leggenda sulla terra rossa, l’australiano la odia. Nadal soffre l’erba, Kyrgios la considera la sua superficie preferita. Nadal ha vinto tutto, ha stabilito record irripetibili, ha già scritto il suo nome nella storia del tennis, Kyrgios rischia di essere per sempre un giocatore dal grande talento sprecato.

Oggi in campo a Wimbledon

Oggi i due si ritrovano, uno contro l’altro, sul centrale di Churchill Road (non prima delle 17,30) per un match che si preannuncia imperdibile. I favori del pronostico dicono ancora Nadal, ma se Kyrgios entra nella testa dello spagnolo e lo manda in tilt, può succedere di tutto.

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