Medvedev stravince Shanghai ed entra di diritto nella dimensione dei grandi

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Tutta la sicurezza accumulata durante la settimana da Sascha Zverev è praticamente evaporata in pochi minuti al cospetto di un campione così solido come Daniil Medvedev.

Un secco 6-4, 6-1, in 74 minuti di gioco (guarda la sintesi del match) Il giovane russo ha dimostrato di avere le doti del campione: far apparire normale e semplice quello che normale non lo è affatto. La tranquillità dei forti, verrebbe da dire. Con quei colpi millimetrici a fil di linea, cambi di direzione e velocità effettuati con autentica scioltezza.

Vince così il suo quarto torneo stagionale dopo Sofia, Cincinnati e San Pietroburgo. Una vittoria molto importante che conferma l’esplosione di questo grande giocatore, un vero e proprio campione, che non fa una piega contro un tennista che è stato anche numero tre del mondo.

Medvedev diventa anche il secondo giocatore quest’anno ad aver vinto due titoli 1000 (come lui solo Nadal). Numeri vertiginosi per il 23enne russo: sesta finale di fila, la nona in questo 2019, settimo titolo della carriera, il quarto stagionale.

Ed entra di diritto nella dimensione dei grandi, coloro che vincono con scioltezza e consapevolezza i master 1000 senza troppe difficoltà, vincendo la finale con un distacco di 19 punti (non poco). Dal 4-4 del primo set non c’è stata praticamente storia ed è riuscito a mettere a segno un parziale secco di 8 game a 1. Complice la distrazione di Zverev sul servizio, che ha commesso dei doppi falli fondamentali. Le difficoltà che ha avuto il tedesco, infatti, sono arrivate soprattutto nei suoi turni di battuta: Zverev ha vinto solo un punto su due al servizio. E questo la dice lunga per uno come lui che spesso vince le sue battaglie in campo con la battuta.

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