Berrettini cede il passo a un implacabile Zverev

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Gli è mancata la sua arma principale, il dritto. Matteo Berrettini ha perso la semifinale di Shangai contro Sasha Zverev col punteggio di 6-3, 6-4 in poco più di un’ora di gioco. 

Complice forse un risentimento muscolare altezza inguine, come è parso all’inizio del secondo set. Sicuramente complice (senza forse) la prestazione implacabile del suo avversario. Il tedesco è stato molto determinato, concentrato, ha giocato in maniera implacabile, da numero 3 al mondo qual’è stato. Ricordiamo che il giovane Sasha di origini russe ha vinto già 11 tornei ATP, tra cui le ATP Finals 2018.

Uno Zverev che ha dimostrato di essere in uno stato di forma ritrovato, dopo il black out dell’ultimo periodo. È stato molto incisivo, forse troppo, sul servizio (due soli punti in risposta portati a casa dall’azzurro durante il primo set), e ha servito la seconda palla pochissime volte; esibendo una grandissima difesa e una giusta concentrazione. Insomma, una partita praticamente perfetta da parte del tedesco. Al punto che l’unico spiraglio per Berrettini si è aperto sul 2-2 del secondo set (15-30 per l’italiano), Zverev al servizio. Il giovane romano sbaglia però una smorzata facile e il “martello” tedesco continua la sua implacabile corsa. Quella smorzata avrebbe cambiato il risultato finale? Chissà.

Al di là dei grandi meriti di Zverev, Berrettini è apparso un po’ contratto, non brillantissimo e poco aggressivo. Un po’ più sciolto e meno teso nel secondo parziale, dove se l’è giocata un pochino di più. Ma qualche errore di troppo di dritto lo ha condannato nei suoi turni di battuta.

È stato comunque un super torneo per Matteo, quinto italiano a raggiungere una semifinale Master 1000.

Il tennista romano può inoltre consolarsi con il nuovo best ranking: da lunedì sarà numero 11 della classifica mondiale, ad appena 10 punti dalla decima poltrona (occupata al momento da Bautista Agut), scavalcando Fabio Fognini e diventando il nuovo numero uno d’Italia, il 31esimo della storia.

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