Atp Finals: sarà una finale sovversiva tra Medvedev e Thiem, che passano su Nadal e Djokovic

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Sarà una finale ribelle e rivoluzionaria quella delle Finals 2020. Dai primi quattro al mondo che si sono incrociati nelle semifinali, approdano all’epilogo finale i numeri 3 e 4 del ranking. Ovvero Dominic Thiem e Daniil Medved. Il russo ha superato un solido Rafael Nadal, che ha comunque giocato una grande partita, soprattutto tatticamente. Ma che ha ceduto soltanto nell’ultima parte del terzo set, per stanchezza. Uscendo di scena, Rafa perde così anche la chance di vincere per la prima volta in carriera le Finals: sarebbe stato un grande coronamento per lui riempire quest’anno l’unico scaffale rimasto vuota nella sua enorme bacheca. Ma tant’è.

Vince dunque Medvedev dopo tre set 3-6 7-6 6-3, in due ore e 35 minuti di gioco. Si trattava del quarto confronto tra i due, e per la prima volta ha la meglio il russo, che ora affronterà un Dominic Thiem in splendida forma, come si è visto nella seconda bellissima semifinale vinta contro il numero uno del mondo Novak Djokovic. 

Ormai abbiamo compreso in più occasioni come Medvedev, pur essendo un giocatore umorale, faccia davvero paura quando si trova in uno stato di forma ed è sicuro di sé. Lo abbiamo visto nello scorso finale di stagione. Lo vediamo in questi giorni. Spesso va fuori dalle regole, ha una tecnica molto personale (gioca demivolee a due mani poco stilistiche, ma efficaci come stasera). E forse proprio per questo riesce a spiazzare i suoi avversari. Quando viene spinto fuori dal campo, in difficoltà, è capace di mettere in campo lungolinea vincenti a tutto braccio dopo una lunghissima corsa (vedi inizio settimo game del primo set e non solo).

E così Medvedev passa anche su Nadal. Lo spagnolo ultimamente ha migliorato molto il suo gioco in quella che è la sua superfice meno preferita (in 15 anni soltanto uno dei suoi 86 titoli vinti è arrivato in indoor, a Madrid), si è adattato, ora scende molto più a rete (anche se stasera l’ha fatto meno volte rispetto allo spareggio di due giorni fa contro Tsitstias). Ma alla fine ha ceduto al russo, soprattutto a causa delle prime palle meno efficaci rispetto agli ultimi match. Dall’altra parte del campo un eccepibile servizio sfoggiato dal russo.

Nadal inverte il trend dopo le difficoltà iniziali nel primo set

Il primo parziale è andato via in 47 minuti. Inizia leggermente in salita per Nadal, che soffre nel terzo game e salva tre palle break, per poi allungare nell’ottavo game quando strappa il servizio al suo avversario per chiudere poi 6-3. Lo spagnolo varia molto il ritmo, cosa che non piace molto al russo. Esibisce un gancio mancino, slice per spezzare il ritmo, palla alta con il rovescio.

Medvedev da parte sua serve i primi game in maniera ineccepibile. Nei primi tre turni di battuta, in cui ha messo in campo tutte le prime, ha avuto una durata media di un minuto e mezzo, contro i quasi sette di Nadal (anche se lo spagnolo usa abbondantemente tutti i suoi shot clock). Ma come domina i primi tre turni di battuta, allo stesso modo cede a zero il servizio sul 4-3 a favore di Nadal. Tre errori nello stesso game, gli unici fino a quel punto della partita, che però gli costano cari. Si innervosisce, comincia a perdere sul rovescio, Nadal ne approfitta e chiude 6- il primo set.

Il russo vince il secondo parziale per 7 giochi a 4 al tie-break

Nel secondo set ancora una partenza falsa per lo spagnolo, come nel primo, che questa volta però gli costa caro visto che perde il suo primo turno di battuta, restando a 15. Nei turni di battuta del russo non si gioca, anche in questo caso come avvenuto all’inizio del primo set. Sul 4-1 arriva addirittura una palla break per Medvedev, ma lo spagnolo è molto bravo ad uscire dal guado, e grazie a un buon servizio rimane in scia portandosi sul 4-2.

Salva la palla del 5-1 e nel game successivo, grazie a qualche sbavatura nel gioco del russo, riesce addirittura a recuperare il break di svantaggio e si porta sul 4-3. Per poi sentire sempre di più il match e vincere due game consecutivi, strappando un importantissimo turno di servizio a Medvedev e portandosi sul 5-4 a servire per il match.

Ma non è finita, perché il russo gioca il tutto per tutto e riesce a contro brekkare, per poi tornare in vantaggio 6-5. Una grande reazione da parte del russo, che prima porta il set al tie break, per poi giocarlo in maniera eccelsa e chiuderlo 7-4. Quando stava sull’orlo della sconfitta, sotto 5-4, ha messo in campo un gioco perfetto e ha ribaltato il set.

Si vola al terzo set per decidere il secondo finalista

Nel parziale decisivo si parte ancora una volta in difficoltà per lo spagnolo, costretto ad annullare una palla break nel primo game. Per il resto il match procede in maniera piuttosto equilibrata, con i due semifinalisti stanchi. Entrambi cercano il guizzo vincente senza strafare troppo. Sembra quasi una partita di scacchi, con mosse e contro mosse tra slice e cambi di direzione.

Nadal cambia ritmo e non gioca un punto uguale al precedente. Fatica, ma va avanti e si porta sul 3-3, quando si trova a dover tentare di sventare ben tre palle break. E alla terza cede, da una parte per stanchezza, dall’altra per un solidissimo Medvedev, che gioca bene anche tatticamente l’ultimo scambio. Nadal è visibilmente stanco. E il russo prova l’allungo. È 5-3 per Medvedev, che approfitta di un Nadal molto stanco, indietro fisicamente, e riesce a chiudere il match strappando il servizio allo spagnolo. Risultato finale: 3-6 7-6 6-3, in due ore e 35 minuti di gioco.

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