Caos quarantena in Australia, le richieste di Djokovic per i giocatori

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La notizia dei giocatori a contatto con positivi nei voli charter ha scosso il mondo del tennis. I 47 (ora diventati 72) sono costretti a rimanere nella propria stanza per due settimane senza potersi allenare. La condizione non è accettabile per atleti professionisti: ecco le proposte di Djokovic per i giocatori in quarantena obbligatoria.

La proposta di Djokovic

Il n. 1 del mondo, Novak Djokovic, che sta trascorrendo la propria quarantena in tutt’altra condizione a Adelaide, è intervenuto sulla questione. Il serbo ha infatti scritto direttamente al CEO di Tennis Australia, Craig Tiley, per chiarire l’agghiacciante situazione dei tennisti a contatto con positivi sui voli charter per l’Australia.

L’elenco delle richieste di Djokovic è il seguente:

  • La possibilità di avere a disposizione materiale per il fitness e l’allenamento nelle stanze d’albergo;
  • Un’alimentazione accettabile, del livello del torneo;
  • Ridurre i giorni di isolamento per i 47 tennisti coinvolti (ora sono diventati 72) con la possibilità di un maggior numero di test anti-covid negativi.

Dopo che tutti siano diventati negativi:

  • Il permesso di poter incontrare il proprio coach o preparatore atletico dal momento che tutti si sono sottoposti al test PCR;
  • La possibilità che l’atleta e il proprio coach possano soggiornare nello stesso piano dell’hotel;
  • Messo a disposizione degli atleti il maggior numero possibile di case private con un campo da tennis.

Le parole di Tiley

In precedenza, il CEO aveva rilasciato le seguenti dichiarazioni sulle tv australiane:

Sapevamo che ci sarebbe stato un rischio significativo. Tutti prima di arrivare in Australia dovevano mostrare un test negativo, 72 ore prima della partenza. Arrivati in Australia, una volta in isolamento, avrebbero dovuto sottoporsi a un altro test. Sapevamo che esisteva un rischio di contagio in questa finestra temporale; due persone sono risultate positive e il Chief Health Officer ha deciso che tutti i passeggeri del volo fossero da ritenersi contatti stretti. La decisione spetta al dipartimento di sanità e non sai mai quale sarà prima che il fatto avvenga. Avevamo 17 voli provenienti da 7 città differenti e ci siamo assicurati che i voli non superassero la capienza del 25% in modo da proteggere il più possibile la sicurezza dei passeggeri”.

Ad oggi non c’è alcuna possibilità di slittamento dell’inizio del primo slam dell’anno.

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