Stefanos Tsitsipas, l’esteta del tennis, compie 23 anni

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La Grecia, come tutti sappiamo, è la patria della filosofia. Ma è anche la sua patria.
“Sono un filosofo, vengo dal paese della filosofia. Non so se in una precedente vita sono stato Pitagora o Socrate, in entrambi i casi mi andrebbe bene”.
Aristotele, però, è forse il filosofo che più gli si avvicina.
La parola “aesthetica” ha origine dalla parola greca αἴσθησις, che significa “sensazione”, e dal verbo αἰσθάνομαι, che significa “percepire attraverso la mediazione del senso”. Originariamente l’estetica non è una parte a sé della filosofia, ma l’aspetto della conoscenza che riguarda l’uso dei sensi.
 Il suo è un tennis che mira al bello, alla perfezione artistica: le volée in tuffo e i rovesci a tutto braccio da diversi metri fuori dal campo ne sono la dimostrazione. La cosa che più mancava, come a molti grandi pensatori, era la consapevolezza, oltre al riconoscimento del resto del mondo:
 “Nel 2018 sono entrato nella Top 15 e sono diventato testa di serie in uno slam. Fu allora che capii il mio potenziale. All’inizio viaggiavo solo con mio padre, ora il gruppo si è allargato, sono la fonte principale di sostegno della mia famiglia.
Ho passioni che mi tengono impegnato fuori dal campo e che si riflettono anche in quello che faccio dentro il campo. Delle volte posto contenuti sui social media che la gente non capisce. Questi post riflettono la mia creatività.
C’è stato un periodo in cui non sapevo se fossi bravo abbastanza per diventare un professionista del tennis, quando giocavo i tornei Futures e dubitavo di me stesso”.
Tanti auguri Stefanos, sono rimasti in pochi a dubitare e a non riconoscere il tuo incredibile talento.
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