Cinque fattori che potrebbero far saltare i piani di Djokovic a New York

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Agli US Open di quest’anno tutti gli occhi saranno puntati su Novak Djokovic. Il serbo è praticamente al culmine della sua carriera e, dopo i successi a Melbourne, Parigi e Wimbledon, ha l’opportunità di centrare un risultato storico: il Grande Slam nell’anno solare. Inoltre, trionfando a New York, il numero uno al mondo potrebbe sorpassare Roger Federer e Rafa Nadal nella speciale graduatoria di Slam messi in bacheca. Attualmente sono tutti e tre a quota 20.

Dunque, il torneo americano rappresenta una ghiotta opportunità per Djoker. Anche considerate le tante assenze illustri annunciate negli scorsi giorni, come ad esempio proprio quelle della leggenda svizzera e del maiorchino. Alla luce di tutto questo, appare assai improbabile che Djokovic si faccia scappare la possibilità di riscrivere la storia del tennis. Improbabile ma non impossibile. Andiamo a dare uno sguardo a cinque fattori che potrebbero ostacolarlo nel compimento dell’impresa.

1) La pressione mediatica

Novak Djokovic non ha mai nascosto le sue ambizioni, sottolineando più volte che il suo obiettivo è battere ogni tipo di record in questo sport. A tal proposito, la sconfitta in semifinale alle Olimpiadi di Tokyo contro Alexander Zverev è stato un duro colpo per il serbo, che adesso sarà sicuramente molto più sotto pressione: il clamore mediatico intorno a lui crescerà di partita in partita che vincerà a New York, proprio come è successo con Serena Williams nel 2015. Vedere sfumare gli US Open, per lui, sarebbe quasi una tragedia. La racchetta peserà quanto un macigno anche per questo motivo.

2) I pochi minuti nelle gambe

Novak Djokovic non gioca una partita ufficiale proprio dalla kermesse giapponese e si presenterà agli US Open 2021 senza troppi minuti nelle gambe. Potrebbe avere qualche difficoltà nella settimana di apertura, anche se in passato ha già affrontato con perizia tali situazioni. Una sua debacle fisica rappresenta una remota possibilità, ma non da scartare.

3) Lo scarso score di Novak Djokovic nelle finali degli US Open

Novak Djokovic ha perso la finale degli US Open in ben cinque occasioni (2007, 2010, 2012, 2013 e 2016). Il numero di finali che ha perso negli altri tre Major in totale? Sempre cinque. Uno score per tanti invidiabile, ma che per il serbo è un campanello d’allarme.

4) Se stesso (più che gli avversari)

Siamo in una fase in cui Djokovic è il giocatore più forte del circuito. Nonostante gli exploit di Zverev, Medvedev, Tsitsipas e Berrettini, Novak continua ad essere l’uomo da battere su ogni superficie. Le sue sconfitte, il più delle volte, sono dovute a défaillance personali piuttosto che alla superiorità dell’avversario. Il serbo è un giocatore che produce regolarmente una grande quantità di stress interno. In qualsiasi momento combatte contro i vari demoni che aleggiano dentro di sé, e questo potrebbe potenzialmente rappresentare una minaccia durante gli US. Soprattutto per l’alto posta in palio. Ancora brucia la squalifica dell’anno scorso… Lo scarso autocontrollo è il suo peggior nemico.

5) Le condizioni climatiche di New York

Il serbo ha occasionalmente patito le particolari condizioni climatiche di Flushing Meadows. Nel 2018 è stato infastidito (come tanti altri giocatori) dall’estrema umidità, mentre nel 2012 è stato il vento a farlo innervosire.

Beh, è chiaro che si tratta in molti casi di forzature. Novak Djokovic ha quasi sempre dimostrato di essere più forte di qualsiasi avversità. Staremo a vedere se uno tra questi fattori riuscirà quanto meno a mettere in difficoltà il grandissimo campione di Belgrado.

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