Dov’è Novak Djokovic adesso? E intanto i fan (e non solo) protestano…

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Dopo essere stato trattenuto all’aeroporto di Tullamarine per quasi nove ore, durante le quali le autorità hanno valutato la sua documentazione, Novak Djokovic si è visto negare l’ingresso in Australia. L’Australian Border Force (ABF) ha deciso di annullare il visto del venti volte campione Slam per il mancato rispetto dei requisiti necessari ad ottenere l’esenzione dalla vaccinazione contro il Covid nel Paese d’oltreoceano.

Al che, gli avvocati di Nole hanno subito presentato ricorso per un’ingiunzione contro la sua espulsione e tale ingiunzione è stata concessa. La squadra del serbo ora dovrà presentare alcune osservazioni in tribunale nel fine settimana. Lunedì dovrebbe essere annunciato un verdetto definitivo sulla tormentata vicenda. Ma dov’è Novak Djokovic adesso?

Dov’è Novak Djokovic

Secondo quanto riportato da alcuni media australiani, Novak Djokovic è stato trasportato al Park Hotel di Carlton, una struttura utilizzata dal dicembre 2020 per ospitare i detenuti del governo in attesa di un visto per l’Australia. Altre indiscrezioni, inoltre, hanno anche riferito che l’albergo ospita individui provenienti da Manus Island e Nauru, volati in Australia in cerca di cure mediche urgenti. Sebbene ad alcune persone sia stato concesso il visto nel gennaio 2021, molte sono rimaste “parcheggiate” presso l’hotel.

Il Park Hotel di Carlton ha fatto notizia in passato anche per le proteste di alcuni attivisti contro le detenzioni. Secondo Reuters, la struttura ospita attualmente una dozzina di persone in cerca di visto.

Intanto i fan di Djokovic protestano contro la detenzione…

Intanto i fan di Djokovic sono scesi per le strade di Melbourne, avvolti nelle bandiere serbe, per protestare contro la detenzione del proprio idolo. Diverse persone si sono recate all’aeroporto, altre nei pressi del Park Hotel. Nel secondo caso, c’è anche un video, che si ritiene sia stato girato intorno alle 15:20 AEDT del 6 gennaio, in cui si vedono i manifestanti con in mano i cartelli “Liberate tutti i rifugiati” e “Abolire i centri di detenzione”.

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