Roland Garros, Ruud-Rune diventa una telenovela: intervengono anche i genitori

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Doveva essere uno dei quarti di finale meno attesi del tabellone maschile, sta diventando una telenovela. La polemica tra Casper Ruud e Holger Rune sta continuando anche fuori dal campo da gioco, tra interviste e accuse reciproche.

I fatti avvenuti

Abbiamo visto tutti il freddo, per usare un eufemismo, scambio di complimenti tra Holger Rune e Casper Ruud al termine dell’ultimo quarto di finale del Roland Garros. Anche noi avevamo condannato il comportamento del giovane danese, reo di non aver fatto i giusti onori al vincitore della sfida.

Di tutta risposta, in un’intervista rilasciata nelle ultime ore, Rune ha chiarito la situazione, elencando i motivi che l’hanno portato ad agire così.

Negli spogliatoi lui e il suo team dovevano passare davanti a me. La sua squadra è stata molto educata, ma poi lui si è parato davanti a me e mi ha letteralmente esultato in faccia. Io ho pensato: ‘Che diavolo sta facendo?’. Non si possono fare queste cose, puoi essere felice in campo e fare quello che vuoi. Così è stata una vera e propria mancanza di stile, bisogna avere un minimo di rispetto.

La nostra polemica è iniziata quando ho fatto scendere l’arbitro per farmi indicare una palla. Era veramente vicina alla linea e non sapevo dire se fosse dentro o fuori. Allora lui mi fa: ‘Devi farlo scendere tutte le volte?’. Cioè, parliamo della prima volta in cui l’ho fatto scendere…

Gli ho chiesto di non parlarmi durante la partita. al cambio di campo mi ha continuato a dire: ‘Ci si comporta così con le persone?’. Io gli ho ribadito che non voglio parlare durante i miei match”.

Nella diatriba sono entrati anche i genitori. Il padre di Ruud si è limitato a negare i fatti “Si tratta semplicemente di bugie”.

La mamma di Rune, al contrario, è partita all’attacco del norvegese.

Non potevano dire altrimenti, è una cosa imbarazzante. Lui se n’è andato e non poteva sapere cosa si fossero detti. Holger ha richiesto un’intervista per spiegare il tutto perché non gli è mai capitato di ricevere un trattamento simile dopo una partita. L’abbiamo vissuto nei tornei Itf, ma non a livello Atp e questo non va bene.

Se guardiamo a Djokovic, Zverev e Medvedev troviamo giocatori che vogliono aiutare i più giovani. Così non fa Ruud, forse non è ancora un vero e proprio top10 per farlo”.

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