Djokovic “bannato” dagli US Open passa al contrattacco pesante. Le sue parole

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Novak Djokovic non potrà partecipare alla prossima edizione dello US Open. Il serbo, in una recente intervista, ha attaccato la scelta degli Stati Uniti, chiedendosi se fosse una mossa politica o medica.

Lo scenario a New York

Novak Djokovic sta giocando il proprio ultimo slam in attesa del Roland Garros 2023. Il serbo, infatti, non potrà partecipare allo US Open perché negli Stati Uniti non possono entrare persone senza vaccino. In Australia, invece, non potrà giocare per l’affaire vissuto nel mese di gennaio.

Una situazione molto particolare quella che si vivrà a New York, visto il diverso trattamento che avranno vaccinati e non vaccinati. Tennys Sandgren, per esempio, nonostante non abbia ricevuto il vaccino, potrò giocare perché cittadino americano e già all’interno dei confini nazionali. Nole, cittadino serbo, non vaccinato non potrà giocare perché deve entrare negli Stati Uniti. Una scelta commentata dal numero 3 del mondo ai microfoni internazionali.

Alcune persone non vaccinate possono entrare negli Stati Uniti in questo momento. Ho sentito questa notizia da fonti non ufficiali, persone non famose sono riuscite ad entrare. Io non ci proverò se non mi sarà permesso farlo. Alcune persone credono che abbia sbagliato in Australia, ma in realtà è stato il contrario perché avevo l’esenzione medica. In ogni caso, non ne voglio più parlare. Alla fine dei conti: se mi dicono che non posso andare, non andrò. Non mi voglio mettere di nuovo in una posizione simile.

Qualche giorno fa ho scritto un messaggio a Tennys Sandgren. L’ho voluto ringraziare per il supporto pubblico che mi ha dato in questi giorni. Quello che ha detto è giusto: se i giocatori non vaccinati non possono competere allo US Open deve essere così per tutti. Non vedo una motivazione medica dietro questa scelta: Tennys può giocare perché è cittadino americano, io no. Se avessi avuto passaporto americano o la green card avrei potuto giocare.

Forse c’è una motivazione politica più che medica, ma non voglio entrare in questi discorsi. Gli slam sono la mia priorità arrivato a questo momento della carriera e vorrei sicuramente giocare a New York. Se non avrò la possibilità di farlo non sarà la fine del mondo e andrò avanti. Ora come ora sono focalizzato su Wimbledon”.

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