Cirstea attacca: “Mi dissero che era meglio essere bella e tra le prime venti che brutta e numero uno”

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Sorana Cirstea ha scioccato il mondo del tennis dopo le rivelazioni rilasciate al podcast La Fileu. La rumena ha raccontato di come il suo ex sponsor tecnico sia più propenso a premiare la bellezza delle tenniste che la loro bravura.

La realtà del marketing

Nel mondo del tennis il marketing la fa da padrona. Tutti i giocatori sfoggiano in continuazione nuovi completi (talvolta dalle evidenti influenze vintage per onorare campioni del passato) pronti ad essere venduti a tutti gli appassionati. Tutte le migliori marche sportive, infatti, fanno a gara per accaparrarsi i tennisti più in vista, non solo per quanto riguarda la classifica mondiale.

La Cirstea, numero 38 del mondo e con un passato in top25, ha svelato in una recente intervista cosa c’è dietro la scelta degli atleti da parte degli sponsor. La rumena ha parlato in particolare del suo ex brand tecnico, Adidas, che l’ha accompagnata da quando aveva 18 anni fino a poche stagioni fa (quando è passata ufficialmente a vestire New Balance).

Sul contratto c’era scritto qualcosa come ‘Meglio essere belli e tra i primi 20 che brutti ed essere al numero 1’. Se sei tra i primi 20 ti vedono ovunque, sei lì 24 ore al giorno sulla scena, sette giorni alla settimana, ogni settimana, ogni torneo. E allora che ti rendi conto che tutto riguarda il marketing.

Per questo le stelle più pagate sono americane, cinesi o giapponesi, come Naomi Osaka che negli ultimi anni è stata l’atleta più pagata in tutti gli sport”.

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