Ma chi lo dice che Roger Federer non è competitivo sulla terra?

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Come note, uno degli spunti più interessanti dell’edizione 2019 del Roland Garros sarà la resa di Roger Federer. Lo svizzero torna sulla terra di Parigi quattro anni dopo l’ultima apparizione. Quest’anno ha rimesso piede sulla superficie rossa dopo più di due anni di astinenza, partecipando ai Masters 1000 di Madrid e Roma. Ovviamente la tenuta fisica del 37enne svizzero sarà l’incognita principale. Dal punto vista tecnico, invece, ha preso piede una vulgata completamente priva di fondamenta: che il 20 volte campione Slam non sia competitivo sulla terra.

Sulla terra uno dei più vincenti di sempre

Ok, non sarà stato vincente come sull’erba o sul cemento, ma la carriera di Roger dimostra quanto invece sia stato a suo agio anche sul clay. Sono infatti le statistiche dell’Atp a fornirci i dati che parlano da soli. Federer ha una percentuale di partite vinte sulla terra pari al 76 per cento. Meglio di lui hanno fatto solo Rafael Nadal con il 91,7% e Novak Djokovic con il 79,5%. Un dato che lo pone nella top-15 dell’era Open, a solo un punto percentuale di distanza dalla top-10.

Uno dei quattro detentori del Roland Garros in attività

Lo svizzero ha vinto ben 218 match sulla terra in carriera. Meglio di lui hanno fatto, ovviamente, Nadal, con 429 vittorie, Tommy Robredo (con 261 e una percentuale di vittorie pari al 66,6%) e Fernando Verdasco  (227, 61,9%) che però hanno giocato molto più di lui sul rosso. Roger è l’unico dei quattro giocatori in attività ad aver sollevato la “Coppa dei Moschettieri” a Parigi. Gli altri due (oltre al dominatore Rafa) sono Djokovic e Wawrinka. Federer ha conquistato 11 trofei sulla terra, terzo in questa speciale classifica insieme a Robredo e alle spalle, ancora una volta, del numero due e del numero del mondo.

Roger ci sarà, statene certi

Alla luce di tutti questi numeri, possiamo certo dire che, vista l’età e la non abitudine alla terra negli ultimi anni, lo svizzero classe ’81 non parte con i favori del pronostico. Ma vederlo come vittima sacrificale è un insulto non solo alla sua storia, ma anche al suo presente e al suo palmares. A Madrid è uscito ai quarti di finale con Dominic Thiem dopo aver avuto due match point, a Roma ha rimontato un Borna Coric che sembrava in controllo. Insomma, Roger sarà della partita, non ne dubitate.

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