I 10 servizi più devastanti della storia del tennis

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Il servizio è uno dei fondamentali principali nel tennis. Lo diciamo subito, non è una questione di potenza, anche se la potenza conta. E’ un mix tra la velocità che si riesce a imprimere alla pallina, la capacità di trovare gli angoli giusti, la percentuale di prime messe in campo e di prime vincenti e anche avere una buona seconda palla.

Avere un gran servizio aiuta, ma non è sufficiente per primeggiare nei tornei e nelle classifiche Atp. Un buon servizio aiuta a tenere il proprio turno di battuta, ma è la risposta che ti consente di diventare un fenomeno. Come sempre la nostra top ten non è definitiva, proveremo a stilarla aggregando i dati di potenza, percentuale di prime palle, ace per game, e altri indicatori. C’è anche da considerare l’innovazione tecnologica che ha reso le racchette strumenti molto sofisticati in grado di scagliare le palline a velocità inimmaginabili anni fa. C’è bisogno di questa precisazione perché vi accorgerete che la top ten è sbilanciata e la maggior parte degli atleti in classifica sono ancora in attività.

#10 Wayne Arthurs

L’australiano ha calcato i campi da tennis dai primi anni ’90 fino al 2007. Buon giocatore di doppio, in singolare non è stato mai un fenomeno. Tanto da conquistare solo un torneo e con un 44° posto come best in classifica. Diverso il discorso per il suo servizio. Tra i più potenti di sempre e sicuramente il migliore negli anni ’90. Lo confermano le dichiarazioni di Jim Courier e Andre Agassi che hanno definito il suo servizio il più potente mai visto. Il suo problema che la prima riusciva a metterla in campo “solo” il 55,7% delle volte in cui serviva.

#9 Roger Federer

Ecco una classifica dove “King Roger” non primeggia. Certo comunque tra i campionissimi è quello con il miglior servizio (sì abbiamo fatto un spoiler non ci sono né Djokovic né Nadal). Non è uno di quei giocatori che mettono troppi ace, la sua media è 7,8 a partita. Il suo servizio, tranne per percentuale di punti vinti con la seconda palla, non si piazza mai tra le primissime posizioni in classifica. Ma tutte le statistiche sono bilanciate, così da rendere il suo servizio tra i migliori di sempre.

#8 Kevin Anderson

Il sudafricano è uno dei “bombardieri” del ranking. Non è mai stato troppo vincente, sono solo 6 i suoi successi. Ma è stato sempre un buon regolarista che tra la stagione dell’erba e quella del cemento conquista punti pesanti per il suo ranking. Spesso tra i primi venti, con due anni di frequentazioni nella top ten, Anderson ha pagato i troppi infortuni che lo hanno condizionato. Le finali perse agli Us Open per mano di Nadal e a Wimbledon per mano di Djokovic, sono il punto più alto della carriera di un giocatore che ha nel servizio la sua arma migliore.

#7 Joachim Johansson

Lo svedese è stato una meteora del tennis. Nei primi anni 2000 ha collezionato 3 vittorie, qualche buon risultato negli Slam (una semifinale agli Us Open), il nono posto del ranking e poco più. Certo i problemi alla spalla lo hanno limitato, e si è ritirato dall’attività varie volte, ma non è mai riuscito a spiccare il volo. Però è uno di quei giocatori da ricordare per il suo servizio potente e preciso (14,3 ace a partita).

#6 Nick Kyrgios

Finalmente una classifica dove l’australiano entra per qualcosa di positivo.Sì perché il bad boy del tennis mondiale ha un servizio spaziale che, tra una racchetta rotta e l’altra, gli permettere di conquistare il 77,1% delle prime che mette in campo, e la sua percentuale di prime è abbastanza alta (il 65%). Con 14,7 ace di media e il 53% di punti vinti con la seconda, Kyrgios dimostra di poter essere uno dei big del tennis mondiale.

#5 Andy Roddick

I risultati li ha ottenuti: uno Us Pen vinto e uno perso, tre finali di Wimbledon, quattro semifinali agli Australian Open e la prima posizione del ranking mondiale lo dimostrano. Tuttavia Andy Roddick è considerato l’incompiuto del tennis moderno. Doveva essere l’erede del connazionale Pete Sampras, ha avuto la sfortuna d’incontrare sul suo cammino un certo Roger Federer. Il suo servizio potente e preciso gli ha permesso di conquistare molte partite, e le sue 32 vittorie in tornei Atp.

#4 Reilly Opelka

Con i suoi 2.11 metri è il tennista più alto (a pari merito con Ivo Karlović) della storia. E’ la speranza del tennis americano, carente di talenti in questo periodo storico. A 22 anni ancora non è riuscito ad imporsi. Il suo potente servizio è l’arma migliore di Opelka, che ha una media ace per partita di 18,7. Strappare il servizio al giovane americano è un’impresa, perde 1 game ogni 10, ma questo non gli ha consentito di issarsi tra i big. A dimostrazione che aver un buon servizio è un ottimo punto di partenza, ma non garantisce i risultati.

#3 Milos Raonic

Il canadese di origine montenegrina era uno degli indiziati a scalzare i big four (quando ha iniziato Murray era ancora un fenomeno integro). La terza posizione agguantata nel 2016, nell’anno è arrivato in semifinale agli Australian Open e in finale a Wimbledon, Perdendo le finali di Indian Wells e del Queen’s e vincendo Brisbane. Da allora è pian piano scivolato indietro nella classifica Atp fino ad uscire dai primi 20. E pensare che grazie al suo potente servizio riesce a tenere il 91% dei turni di battuta.

#2 Ivo Karlović

E’ uno di quei giocatori che nessuno vorrebbe mai incontrare, specialmente sulle superfici veloci. Per giocargli contro bisogna indossare l’elmetto, il suo servizio ha raggiunto i 251 km/h. Eppure non ha mai frequentato la top ten. Nonostante sia il giocatore con il maggior numero di ace per partita (19,8) e colui che vince il maggior numero di game in cui serve (92,1%) ha conquistato solo 8 tornei. Il suo miglior risultato in uno slam sono i quarti di finale raggiunti nel 2009. Un vero e proprio mistero.

#1 John Isner

L’americano ha avuto una carriera di tutto rispetto: 15 tornei vinti, tra cui il 1000 di Miami, 13 finali perse tra cui Cincinnati, Indian Wells, Miami e Parigi-Bercy. Da anni gravita nella top 20, con qualche incursione nella top 10. Isner è il classico giocatore che fa della potenza nel servizio la sua arma migliore. L’americano è riuscito a servire a 253 Km/h stabilendo un record straordinario. E’ il giocatore con il servizio più devastante per 3 motivi: la potenza, la percentuale di prime, e la percentuale di vittorie con la seconda di servizio. Sono queste statistiche, oltre al numero di vittorie, che l’hanno portato in testa a scapito di Ivo Karlović.

 

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