I segreti della racchetta di Berrettini svelati da Vincenzo Santopadre

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Dimensione, peso, punto di bilanciamento. Sono tanti gli aspetti che vanno considerati quando un tennista si trova a dover scegliere la propria racchetta.

Per ricevere e colpire nel modo migliore, per indirizzare il colpo nella giusta traiettoria, per dosare potenza e velocità in base alle proprie caratteristiche di gioco; sono tutti aspetti di cui bisognerà tener conto nella scelta finale. E i grandi del tennis non sono certo esonerati da queste considerazioni, anzi.

Vediamo allora qual è stata la scelta del giovane talento Matteo Berrettini, che in questi giorni è approdato per la prima volta nelle Atp Finals. Il 22 enne romano utilizza una racchetta Head particolare, la Head Graphene Touch ExtremeMP, lo stesso modello che usavano anche Ivan Ljubicic e Roberta Vinci. In circuito non si vede molto spesso, ma lui la utilizza praticamente da sempre: “Gioco con la stessa racchetta da quando ho 12 anni – ha sottolineato lui stesso in più di un’occasione – quindi tutti i miei ricordi tennistici sono legati a lei”.

Si tratta di un attrezzo diverso dalle linee più classiche di casa Head. Più rotondeggiante nel piatto corde, dove i classici Prestige e Radical sono più ovali; un telaio pensato per attaccanti. Rivolta quindi a tennisti dallo stile aggressivo, è dotata della tecnologia Graphene Touch che assicura un certo confort e ammortizzamento delle vibrazioni al polso maggiori rispetto al Head polarized weight.

Anche lo spazio tra le corde è maggiore, per consentire uno spin più efficace nei colpi di taglio. Possiede il sistema 360 Grommet che presenta fori più grandi nei passacorde per favorire il movimento della corda. Tutte tecnologie con le quali si riescono ad assorbire le vibrazioni trasmesse al braccio ottenendo un gioco più morbido ma allo stesso tempo potente.

In estrema sintesi: è un attrezzo votato più alla spinta, ma che al contempo restituisce al giocatore un buon controllo. Quindi in linea con la filosofia di gioco di Berrettini, molto aggressiva, grazie alla quale il giovane italiano spinge molto forte appena gli si presenta l’opportunità.

“Ho provato anche gli altri modelli Head – ha dichiarato Matteo in un’intervista rilasciata a Supertennis – ma lo spin che riesco a imprimere non me lo dà nessun’altra.

Chiaramente la versione utilizzata da Berrettini è molto personalizzata e diversa da quella che si può trovare nei negozi, come ha messo in evidenza il suo coach Vincenzo Santopadre, in un’intervista su Sky: “Matteo la tende solitamente a 23 chili, ma in base alle sensazioni della giornata la può tendere anche a 24. È una racchetta con un’inerzia molto elevata – aggiunge Santopadre – per cui non è semplice controllare la palla, ma allo stesso tempo ha una notevole aggressività. E all’inizio, per chi non è molto esperto, è una racchetta piuttosto complicata”.

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