Atp Finals: Nadal in grande spolvero, il rampante Rublev non può nulla

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Nessun inciampo per Rafa Nadal al suo esordio nelle Atp Finals. Nonostante il veloce indoor di fine stagione non sia per lui la superficie migliore (dieci partecipazioni dal 2005 senza vincere mai un’edizione), lo spagnolo ha regolato il giocatore più in forma del circuito, Andrej Rublëv, in due set. 6-3 6-4 in un’ora e 17 minuti.

Il giocatore russo è sempre stato indietro e non ha mai messo in pericolo lo spagnolo. Ha provato a spingere da fondo, ma la difesa di Nadal l’ha portato troppe volte all’errore. Punto dopo punto il russo ha cominciato a perdere fiducia, lamentandosi sempre più spesso con se stesso per i suoi errori.

Il primo set è stato giocato praticamente in maniera perfetta da Nadal, che ha tenuto molto bene da fondo e giocato un servizio impeccabile. Lo spagnolo ha messo in campo una percentuale molto alta di prime palle, servendo con una media di 197 chilometri orari e senza mai offrire palle break. Dall’altra parte un Rublev che ha fatto molta fatica e che ha preso troppi rischi, diventati poi errori. Il russo è sembrato molto negativo con se stesso, scuotendo spesso la testa e lamentandosi più volte per aver fatto uscire la palla di poco al di là delle linee di campo. D’altronde giocare contro la difesa di Nadal porta chiunque a cercare almeno tre accelerazioni vincenti nello stesso scambio, con il conseguente rischio di sbagliare. E il russo ha ottenuto anche molto poco con il servizio.

Nel secondo set stesso copione. È sempre un break a fare la differenza, nel primo game. Con il russo apparso ancora più titubante e insicuro (ci sono alcune zone di campo in cui è ancora troppo in difficoltà di fronte a un campione del calibro di Nadal). Allo spagnolo è bastato continuare a mettere in campo un’ottima prima ed esibire la sua impeccabile solidità nella gestione del match.

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