Pietrangeli dice la sua sulla residenza all’estero di Sinner. E non usa mezzi termini

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E’ un argomento che negli ultimi giorni ha fatto discutere tantissimo, complice un’uscita (secondo noi sproporzionata e infelice, come abbiamo scritto qui) sul Corriere della Sera a firma Aldo Cazzullo. Ovviamente, stiamo parlando della questione legata alla residenza a Montecarlo di Jannik Sinner (e di altri tennisti italiani), che tanto ha fatto indignare il giornalista.

Su questo è voluto intervenire un monumento assoluto del tennis italiano come Nicola Pietrangeli. E non è stato tenero. Non punta il dito esplicitamente contro nessuno,  ma è chiaro che il suo obiettivo sono i moralisti della domenica, i qualunquisti che generalizzano solo per il gusto di farlo.

Jannik Sinner ha violato qualche legge prendendo la residenza a Montecarlo?“, si chiede il due volte vincitore del Roland Garros. “Non mi risulta. Se io voglio vivere a Canicattì o in Finlandia sono affari miei, purché rispetti le regole”.

La difesa di Sinner è netta: “La verità e che l’Italia è una nazione di invidiosi. Io ho la residenza a Montecarlo da decenni e posso assicurare che qui le tasse si pagano e sono pure alte. Poi, però, nessuno viene a farti i conti in tasca se hai la macchina di lusso o la barca. Non come in Italia, dove se hai lo yacht sei guardato con sospetto ed i porti turistici sono stati costretti a chiudere perché chi poteva se n’è andato in Croazia”.

I tennisti, poi, “passano almeno 10-11 mesi l’anno lontani da paese natio e quindi certo non possono essere accusati di prendere una residenza fittizia per motivi fiscali. Da un punto di vista dell’immagine capisco che non sia bello, ma Sinner di certo non ha infranto la legge. Piuttosto lo Stato si impegni per far emergere il sommerso di chi le tasse le evade davvero. Non sarà certo Sinner a causare un buco nelle casse del fisco”.

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