Da Kyrgios ad Anderson, gli “altri” da tenere d’occhio nel 2021

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Andiamo a scoprire i migliori tra gli “altri”, i giocatori fuori dalla top30 che possono dire la loro nel 2021. Cosa ci possiamo aspettare dalla stagione di Kyrgios & Co.?

Nick Kyrgios

L’australiano ha giocato solamente nove match nel 2020, tra cui le esaltanti vittorie con Tsitsipas nell’Atp Cup (vinta in tre tie break) e Khachanov agli Australian Open. Dopo la sconfitta in Messico e l’avvento del Coronavirus, Nick ha smesso di giocare e non è più tornato a competere. Lo farà nello slam casalingo, dove potremo capire se avrà recuperato al 100% una buona forma fisica e mentale. Kyrgios può sicuramente competere ad altissimi livelli con una buona preparazione. A dimostrarlo i sette titoli vinti in carriera e le diverse vittorie con Djokovic e Nadal.

Railly Opelka

Dopo due ottime stagioni, culminate con vittorie di tornei in ognuna, Opelka non ha atteso le aspettative nel 2020. Uno dei momenti più importanti della stagione è stato a Cincinnati, dove è riuscito a raggiungere per la prima volta in carriera i quarti a livello 1000. L’americano ha addirittura concesso in quell’occasione appena 10 punti con la prima di servizio nelle partite con i top10 Schwartzman e Berrettini.

Railly ha rivelato il suo obiettivo per il 2021:

Devo riuscire a diventare più forte fisicamente così da reggere gli impegni per tutta la stagione e poter giocare bene negli slam. Devo recuperare meglio tra una partita e l’altra. Voglio giocare ogni partita vicino al 100% della forma. So che è quasi impossibile, ma quello è ciò che voglio raggiungere”.

Daniel Evans

Il 2020 è stato l’anno di Medvedev. Il russo con i suoi colpi completamente fuori dalla norma ha conquistato il master1000 di Parigi e le Atp Finals. Un altro giocatore poco ortodosso che vuole seguire le sue orme è Daniel Evans. Il trentenne ha vinto diverse volte con top20 nella stagione, mostrando un’ottima propensione a sfruttare i passaggi a vuoto degli avversari con i suoi colpi quasi illeggibili.

Alexander Bublik

Il kazako è uno dei personaggi più strani nel circuito. Un giocatore istintivo, che vive di emozioni forti e che si esalta nei momenti di difficoltà. Per capire Bublik basta vedere come si classifica quando i punti pesano (palle break a favore e sfavore e tie break). Calcolando solo le situazioni al limite, Bublik sarebbe n. 17 del mondo:

Amo le emozioni che mi suscitano i momenti in cui vittoria e sconfitta sono al 50 e 50. Quando servo al massimo una seconda sulla parità, mi sento vivo. Mi piace quella sensazione, gioco per viverla. Quando servo un ace di seconda sul 5-5 al tie break sento nelle vene una scarica di adrenalina indescrivibile. Sono fatto così”.

Kevin Anderson

Il 2019 del sudafricano è stato tutt’altro che un anno positivo. Gli infortuni al gomito e alla gamba, con relativa operazione a febbraio 2020, hanno portato l’ex n. 5 del mondo fuori i primi 150 nella classifica. Kevin si è saputo rialzare, arrivando al terzo turno al Roland Garros e conquistando la semifinale a Vienna nel torneo indoor sul cemento. Inutile dire che un Anderson in buona forma fisica e mentale sia un giocatore che può ancora imporsi ad alti livelli.

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