Sinner, Maria Braccini, Piatti e il vuoto cosmico dei “moralisti da tastiera”

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Jannik Sinner è un ragazzo di 19 anni. A 19 anni, normalmente, si finiscono le scuole superiori, si va all’università e chi ancora non lo ha già fatto magari muove i suoi primi passi nel mondo del lavoro. A 19 anni, soprattutto – nella maggior parte dei casi – si pensa in maniera leggera, ci si diverte con gli amici, si fanno le prime vere esperienze amorose.

Jannik Sinner, però, non è un ragazzo di 19 anni “normale”. E’ un tennista professionista, sfida a testa alta i migliori del mondo, gira il globo in lungo e in largo per undici mesi all’anno, guadagna un sacco di soldi per i suoi meriti sportivi e perché molte aziende vogliono “sfruttare” la sua immagine per promuovere i loro prodotti. Insomma, tutto bello. Certo, ma anche il più ingenuo tra noi può facilmente capire che non sia tutto oro quel che luccica.

Le pressioni e i sacrifici a cui sono sottoposti atleti come Sinner – da cui ci si aspetta che vinca subito tornei di fascia altissima – sono per molti di noi anche solo difficili da immaginare. Succede che in tutto questo, il 19enne nativo di San Candido decida di cominciare una relazione con una donna, al secolo Maria Braccini.

Apriti cielo! Ma come si permette? Per i moralisti dal polpastrello rapido, quelli che emettono sentenze sui social spesso senza neppure aver mai preso una racchetta in mano, Sinner non può avere una vita, Sinner può solo giocare a tennis e vincere tornei del Grande Slam. E quindi, siccome a 19 anni e con praticamente solo un anno di professionismo alle spalle (e che anno, il 2020) è assolutamente normale avere dei cali di prestazione, ecco che il finto bigotto da tastiera emette la sua sentenza: “Sinner gioca male (e comunque vince, ndr) perché è distratto dall’influencer”.

Quanta banalità, quanta ipocrisia, quanta mediocrità. Tanto che lo stesso Sinner deve arrivare a giustificarsi: “Sì, è vero, ho una relazione con questa ragazza. Ma lei sa che la mia priorità è il tennis“. Tanto che il suo coach e mentore Riccardo Piatti deve confermare: “Il gossip fa parte del gioco, è un ragazzo giovane ed è giusto che abbia la sua vita anche fuori dal campo. Ma io lo vedo concentrato e motivato. E’ sempre il solito Sinner“.

Bene, per quel poco che possa contare, da parte nostra il consiglio che diamo a Jannik Sinner è certo quello di non perdere il focus sui suoi obiettivi, che sono potenzialmente di altissimo livello. Ma al tempo stesso si goda la sua vita, faccia le sue scelte in piena libertà e non badi ai giudizi ingenerosi di chi non ha altro fare che polemizzare sempre e comunque.


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