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Fenomeno Sinner, vittoria eccezionale contro Bautista e vola in finale a Miami
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Un fenomeno. Non ci sono altre parole per descrivere Jannik Sinner, che nella calura di Miami vince la semifinale del Masters 1000 contro Roberto Bautista Agut e conquista a 19 anni la sua prima finale in un “mille” in carriera, la seconda in assoluto per un tennista italiano dopo Fabio Fognini a Monte Carlo.

Una partita spettacolare, difficilissima, combattutissima, vinta come solo i grandissimi sanno fare. Una maratona di due ore e mezza contro un fortissimo veterano del circuito, che lo consacra ancora di più come un giocatore già pronto a calcare i palcoscenici più importanti e prestigiosi.

Nel primo set Jannik parte un po’ contratto e arriva subito il break in apertura da parte dello spagnolo. L’altoatesino è bravo comunque a restare in partita e al sesto gioco trova il controbreak e riporta tutto in parità sul 3-3. Ma il numero 12 del mondo è cinico e chirurgico nel piazzare la zampata finale che lo porta sul 6-5 a servire per il set e Bautista non sbaglia.

Il secondo set prosegue sulla falsa riga del primo: il match è equilibratissimo, gli scambi estenuanti e ogni singolo dettaglio può risultare decisivo. Al settimo gioco arriva la chiave di volta del set. Sotto 0-40, Sinner recupera, annulla ben quattro palle break e porta a casa un game fondamentale. E al decimo gioco questa volta è lui a piazzare il break decisivo e chiudere 6-4.

Si va al terzo set e questa volta è Jannik ad avere un pauroso passaggio a vuoto, con un parziale di dodici punti a zero per Bautista Agut che lo porta avanti 3-1. Ma anche questa volta l’italiano è bravissimo a riprendersi e restare a contatto, trovando il controbreak a zero. La partita a questo punto è tesissima, può davvero finire in ogni modo e in ogni momento. E finisce come tutti noi auspicavamo e cioè con Sinner che sale in cattedra e chiude il match con un 6-4 finale.

L’ultimo game è da antologia: 3 rovesci vincenti e un dritto su cui l’avversario non può fare altro che mettere la racchetta. Adesso la finale per un Sinner a cui vanno solo applausi.
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