Miami, Sinner si ferma sul più bello. Ma per lui sono solo applausi

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Peccato. Nel momento in cui tutta l’Italia, alle prese con la digestione dei “bagordi culinari” pasquali si era fermata per assistere alla partita della più grande promessa del tennis azzurro degli ultimi quarant’anni, Jannik Sinner sente probabilmente il peso di tutta questa pressione (e forse anche un po’ di stanchezza) e cede in due set contro il polacco Hubert Hurkacz.

Una partita in cui Sinner purtroppo non riesce a ripetere le grandi prestazioni dell’ultima settimana, che lo avevano portato a raggiungere, a soli 19anni e 7 mesi, la prima finale in un Masters 1000 in carriera, la seconda in assoluto per un tennista italiano dopo Fabio Fognini nel 2019 a Monte Carlo. Troppi errori non forzati, troppi pochi vincenti, troppo poco supporto dal servizio.

Una partita strana, in cui l’italiano partiva leggermente favorito, ma che è stata condizionata indubbiamente dall’andamento del primo set. Un set in cui il polacco è partito benissimo, portandosi addirittura sul 3-0, ma che, come spesso è successo nelle partite degli ultimi giorni, ha visto un grande ritorno in partita di Sinner, che è stato capace di impattare e girare l’inerzia del match, portandosi sul 6-5 e servizio.

Da qui in poi, nel momento in cui paradossalmente l’altoatesino sembrava poter prendere il controllo della situazione, la partita è cambiata. Hurkacz strappa a zero il turno di servizio all’avversario (e compagno di doppio) e trova il 6-6. Il colpo è troppo duro per Sinner, che non riesce a trovare continuità al servizio e al tie-break soccombe 7-4.

Per Jannik è uno shock difficile da digerire. Hurkacz è un muro di gomma e i primi game del secondo set sono traumatici. Per il polacco arrivano ben due break e Sinner si ritrova sotto 0-4. Nel quinto gioco trova il modo di rimanere aggrappato al match e riesce anche a recuperare un turno di battuta perso, portandosi sul 3-4. Ma il ritorno del nuovo numero 22 del mondo si ferma lì e il polacco chiude 6-4. Hurkacz è campione, Sinner quasi. Per ora.

Resta comunque un torneo stellare per il 19enne nativo di San Candido, che dopo sole 70 partite giocate a livello Atp, ha trovato una finale in un “mille” e ha fatto conoscere il suo nome in tutto il mondo. Complimenti a Hurkacz, che si è dimostrato un giocatore solido e pronto per il definitivo salto di qualità.

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