Siamo davvero arrivati alla fine dell’era Federer?

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Dopo la notizia della nuova operazione e un rientro avvolto nel mistero, la domanda sorge spontanea: siamo arrivati alla fine dell’era Federer? La risposta non può averla nessuno, ma a 40 anni e la terza operazione in un anno e mezzo, i dubbi sono molti.

Siamo ai titoli di coda?

Roger Federer ha annunciato, tramite un video sul suo profilo Instagram, di doversi operare di nuovo alla gamba e di non avere una data per fissare il rientro. La notizia ha sconcertato i fan e gli addetti ai lavori, che ora più che mai si chiedono se siamo arrivati alla fine dell’era Federer.

Una carriera duratura e ricca di successi, che può contare su più di 100 titoli Atp (103), 20 prove del grande slam, un oro e un argento olimpici e una Coppa Davis. Nessuno, nonostante le tre operazioni e una forma fisica lontana dall’essere buona, vuole pensare che quella contro Hubert Hurkacz a Wimbledon sia l’ultima partita del re.

Le parole del diretto interessato, in questo caso, ci tengono a sottolineare la volontà di rientrare il prima possibile.

Sono realistico, non mi fraintendete. So quanto sia difficile a quest’età fare un’altra operazione, ma voglio essere in salute. Farò la riabilitazione e l’obiettivo di tornare in campo sarà il mio stimolo costante. Questo mi aiuterà molto nel periodo che andrò a vivere”.

Meglio ritirarsi?

Le parole sono di speranza, ma sarà la scelta giusta?

Federer era tornato la prima volta con l’obiettivo di regalarsi un ultimo Wimbledon. Obiettivo che, vista la condizione fisica non ottimale, non è riuscito a centrare. Il quesito allora sorge spontaneo: ha senso tornare a giocare senza la giusta forma in un tennis sempre più fisico e con i giovani pronti a prendere il posto dei più anziani?

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