Ljubicic a tutto campo: il paragone Berrettini-Federer, l’elogio agli azzurri

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In una bella intervista a Il Messaggero, Ivan Ljubicic, ex numero 3 del mondo ed attuale coach di Roger Federer, ha voluto elogiare pubblicamente Matteo Berrettini e il team azzurro. Il romano, accolto nell’agenzia di management del croato, ha ricevuto (inoltre) un vero e proprio endorsement: “Come lui solo Federer”.

Le parole di Ljubicic

Ivan Ljubicic è uno degli uomini più influenti dell’attuale tennis mondiale, grazie alle sue abilità come coach e manager. In una recente intervista a Il Messaggero, ha parlato di Matteo Berrettini, della squadra azzurra e del tennis dopo i Big3.

Parliamo di un ragazzo eccezionale, anche per la capacità e la profondità che ha di discutere le cose. Come lui avevo conosciuto solo Roger Federer, è perfetto, fa solo le cose giuste.

È interessante vedere se i tre mostri vinceranno ancora o se si fermeranno a quota 20 Slam. Io credo che saranno ancora competitivi. Berrettini è nel gruppo dei giovani che stanno diventando sempre più forti e consapevoli, insieme a Zverev, Medvedev, Tsitsipas, Rublev.

Lo scenario dei prossimi anni sarà lo stesso del dopo Sampras-Agassi, tanti vincitori diversi dello stesso Slam. Ferrero, Gaudio, Moya, Hewitt, Safin. Un tennis più normale di quello imposto dai tre mostri, che non è lo sport vero, ma uno sport straordinario come i loro risultati. Non so se li rivedremo nel finale di stagione: Djokovic me lo aspetto a Bercy e alle Finals, ma non sarebbe uno choc se decidesse di non giocare più. Roger non ha ancora ripreso ad allenarsi, non c’è un preciso programma per il suo rientro.

Per Berrettini questo è stato il primo anno ad altissimo livello. Se guardi servizio e dritto che fanno paura, gli manca qualcosina a livello di rovescio e può muoversi meglio. Gli mancano match importanti nei grandi tornei, ancora un po’ d’esperienza. Il nome di Sinner è a detta di tutti tra i candidati a vincere gli Slam del futuro, da Musetti mi aspettavo forse qualcosa di più in proporzione allo stesso Sinner, ma il talento c’è, evidentemente ha diversi tempi di crescita. E poi c’è Sonego, che mi piace tantissimo per come sta in campo e per l’energia che ci mette”.

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