Ahi Camila! Da Montreal a Chicago, si è spenta di nuovo la luce

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Circa un mese e mezzo fa, Camila Giorgi aveva incantato tutti sul prestigioso palcoscenico di Montreal, ottenendo il suo primo trionfo in un WTA 1000. Il secondo per il tennis femminile italiano, dopo quello di Flavia Pennetta a Indian Wells nel 2014.

Oggi, invece, la quasi trentenne marchigiana si trova nuovamente a combattere con la sua perenne incostanza. L’eliminazione contro Elena-Gabriela Ruse al primo turno di Chicago è solo l’ultima delusione dopo gli insuccessi di Cincinnati e New York.

Il trionfo a Montreal che lasciava ben sperare

Come si diceva, Camila Giorgi, un mese e mezzo fa, portava a casa un successo quasi insperato, regolando in fila Mertens, Podoroska, Kvitova, Gauff, Pegula e, in finale, Karolina Pliskova. Una vittoria ottenuta con una prepotenza disarmante, che aveva lasciato tutti sperare in un suo ritorno ad alti livelli dopo tre anni di più bassi che alti (risaliva, infatti, al 2018 il suo ultimo titolo, conquistato sul cemento di Linz contro Ekaterina Alexandrova). Così, al momento, non è stato.

Camila Giorgi, lo stress post-Montreal e la distrazione della moda

Quando si alza al cielo un trofeo, sicuramente si arriva poi alla settimana seguente molto stressati fisicamente e mentalmente. Non è un dramma, quindi, che Camila Giorgi abbia avuto la peggio contro Jessica Pegula a Cincinnati tre giorni dopo la sua affermazione in Canada. La perplessità deriva, invece, dalle eliminazioni al primo turno agli US Open e al torneo di Chicago, maturate rispettivamente con una rientrante e fuori forma Simona Halep e con la numero 98 del circus Elena Gabriela Ruse. Sconfitte che hanno lasciato l’amaro in bocca, soprattutto perché arrivate in due set e con l’azzurra mai veramente in partita.

Sarà ancora questione di stress? O, forse, Giorgi si sente appagata ed è tornata a concentrarsi su altro? Magari sulla moda. Da tempo è, infatti, nota la sua passione per questo settore. Non solo un hobby, bensì un possibile scenario per il futuro prossimo, con il marchio ‘Giomila’ già creato e guidato dalla madre Claudia.

Il destino di Camila passa per le sue mani

Non si possono trarre conclusioni troppo affrettate. D’altronde Camila, come scritto sopra, non ha mai dimostrato una grande costanza di rendimento in questa prima fase del suo percorso. E non si può neanche dire con certezza che abbia voglia di mettere da parte il tennis a vantaggio di altro. Però, di certo, a trent’anni la giocatrice azzurra è a un momento cruciale della sua carriera.

Scartando l’ipotesi del ritiro, adesso può fare soltanto due cose: continuare a vivere di piccoli attimi di intensa follia e di periodi di lunga ‘depressione’, oppure decidere di diventare grande e iniziare a pensare, appunto, in grande. Con le potenzialità che si ritrova, non dovrebbe essere difficile scegliere.

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1 commento

  1. Articoli di questo genere non alimentano certo l’autostima dell’atleta. La performance in gara dipende da molti fattori dove quello tecnico è soño uno dei tanti e, spesso, non il più importante. Dovrebbe lavorare su questi che appartengono all’ambito psico-fisico.

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