Il tennis del sentito dire

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Per tutti quelli che “non si può perdere da Gojo…”, “Sonego impresentabile…” e “Volandri ridicolo…”…  Il 23enne croato, 279 del mondo, alle spalle un buon percorso di crescita nel campionato universitario americano, è imbattuto nelle Finals di Coppa Davis, dove ha superato nell’ordine l’australiano Popyrin (61 Atp), l’azzurro Sonego (27 Atp) e il serbo Lajovic (33 Atp).

Il fatto è che i giocatori che vengono dai college americani, quando iniziano, in ritardo, a competere nei tornei professionistici, non vanno mai, mai giudicati per età e classifica. Hanno fatto pochi tornei pro, ma poi, quando lasciano gli studi e si affacciano nel circuito, riescono a salire rapidamente, perché nelle università americane hanno avuto a disposizione buoni coach, hanno potuto fare match di qualità (perché il campionato dei college esprime un buonissimo livello) e soprattutto sono cresciuti come persone, hanno studiato (che non guasta) e hanno imparato a gestire la pressione. Qualche nome, fra quelli più recenti: Isner, Rinderknecht, Marcos Giron, e tanti altri ancora. La classifica, cari amici, è solo un numero. E il nostro Sonny può darsi decisamente pace.

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