Dallo US Open alle Olimpiadi: i ricordi di Del Potro con Federer

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All’inizio di questa stagione, Juan Martin Del Potro ha annunciato il ritiro dal tennis. L’argentino, vittima di pesanti infortuni durante tutta la carriera, è sceso in campo a Buenos Aires per salutare tutti i suoi tifosi. Con la notizia del ritiro di Roger Federer, non poteva che ricordare i più bei momenti condivisi sul campo da tennis.

I ricordi di Delpo

Il 2022 ha tolto dai palcoscenici mondiali uno dei (se non il) più grandi di sempre, Federer, e uno dei più amati degli ultimi 15 anni, Del Potro. I due lasceranno sicuramente un vuoto nel cuore di tutti gli appassionati, che dovranno mantenere vivi i ricordi delle importanti sfide tra di loro.

In una recente intervista con La Nacion, l’argentino ha voluto parlare di alcuni dei più bei momenti che i due hanno condiviso sul campo da gioco, partendo dalla clamorosa finale allo US Open 2009 fino alle Olimpiadi del 2012.

Se ripenso alla semifinale al Roland Garros 2009 ancora mi mangio le mani. Rafa era fuori dai giochi, Roger non aveva mai vinto lì ed io ero alla caccia del primo slam. Con la partita al meglio dei cinque set avevo le mie possibilità di portare a casa il torneo.

Credevo che non avrei mai più potuto batterlo dopo aver sprecato quella chance. A sorpresa, l’ho fatto allo US Open, dove lui veniva da cinque titoli di fila. Una volta ha detto che quella è una delle sfide che vorrebbe rigiocare della sua carriera, ma ovviamente io non vorrei dargli la rivincita.

Sono stato molto triste alla notizia del suo ritiro, non me l’aspettavo così improvviso. Speravo che giocasse a Wimbledon il prossimo anno, è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno.

Ha avuto un grande impatto su di me e su tutti i giocatori con i quali ha condiviso il tour negli ultimi anni. È stato il primo dei Big Three, colui che ha segnato il percorso verso la perfezione, quello che ha alzato l’asticella. Quando entrava nello spogliatoio, tutti lo guardavano con ammirazione e rispetto. Lo volevano salutare tutti. È stato sempre molto gentile con tutti, soprattutto con me.

Alle Olimpiadi mi ha battuto in un match storico e dietro la sua felicità ho potuto cogliere la tristezza per come mi stavo sentendo.

Quando è finito il match con Djokovic, lui e Murray mi stavano aspettando per la cerimonia di premiazione. Mi hanno mandato di corsa al campo centrale e il primo che ho visto è stato Roger.

Credo che gli sia venuto naturale dirmi ‘Che ci fai qui?’. Così gli ho risposto ‘Ho battuto Djokovic e ho vinto la medaglia, sono super felice’. Mi ha dato un abbraccio fortissimo ed era veramente felice, nonostante qualche minuto prima avesse perso la sua finale”.

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