Federer, la mia partita perfetta. E la sconfitta più dolorosa

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Ventiquattro anni di carriera, 1526 match in singolare, innumerevoli trionfi: Roger Federer ha fatto la storia del tennis, questo è sicuro. Ma quale è stata la sua migliore partita in carriera? Qual è stato il momento più duro che ha attraversato in campo? Ne ha parlato il diretto interessato in un’intervista concessa ai microfoni di Eurosport.

Federer: “Non ho ancora riguardato tutta la lista, ma…”

Quando Eurosport gli ha chiesto della partita che gli piacerebbe rigiocare, Federer è apparso inizialmente indeciso: “Non ho ancora riguardato tutta la lista dicendo ‘eccola qui, è lei che vorrei rigiocare'”. Poi, però, il Maestro svizzero ne ha individuato una, risalente al 2004: “La più speciale è la finale dello US Open contro Hewitt, dove ho vinto per 6-0; 7-6; 6-0. Non succede tutti i giorni di partire così in una finale Slam, fare un po’ di battaglia nel secondo set, e poi dominare di nuovo nel terzo”.

A tal riguardo ha aggiunto: “Una partita perfetta, ero in cima al mondo. Penso fosse il mio terzo Slam, vinto da numero uno, mostrando al mondo di meritare quella posizione, contro un avversario che rispetto molto e che spero di rivedere presto, ma contro cui avevo spesso sofferto a inizio carriera. Batterlo così è stato come una tempesta perfetta. Se dovessi tornare indietro, vorrei probabilmente rigiocare quella partita”.

Interrogato, invece, sul momento più duro vissuto sul campo, il venti volte campione Slam ha chiosato: “Wimbledon 2008, solo per come è finita. Nel buio, contro Rafa, c’era in palio così tanto, doveva esserci un vincitore… ed è andata come è andata. Mi ha spezzato il cuore”.

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