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La crescita di Musetti, il puzzle di Sinner, Indian Wells e il sogno Davis. Parla Pippo Volandri
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Archiviato un inizio di stagione agrodolce, nel complesso, i top player azzurri ripartono da Indian Wells, con la speranza di dare la sterzata definitiva al loro 2023. Jannik Sinner e Lorenzo Musetti usufruiranno di un bye al primo turno per poi giocarsi il match che potrebbe valergli il derby ai sedicesimi.

“Sinner e Musetti stanno vivendo momenti diversi della carriera”, ha detto Filippo Volandri, Capitano dell’Italia di Davis, ai microfoni de Il Corriere dello Sport.

Soffermandosi sul toscano ha poi aggiunto: “Lorenzo ha raccolto poco dalla trasferta sudamericana e vive una fase di crescita che Jannik ha già superato. Lorenzo dovrà difendere punti importanti e i conti della classifica si fanno a dicembre, ma il ranking per lui è il termine ultimo di un processo che va oltre i risultati al momento”.

Il percorso di crescita per arrivare ai massimi livelli è notoriamente un percorso lungo e faticoso, contrassegnato anche da diverse cadute. L’importante è rialzarsi. “Per arrivare in alto bisogna lavorare su una struttura ed è normale avere delle difficoltà nel cammino, capita anche a tennisti come Rafa e Nole. Se i big però hanno una struttura per riprendersi subito da questi piccoli inciampi, Lorenzo può faticare per periodi più lunghi ed è su questo che deve lavorare”, ha spiegato.

Sinner, invece, sta vivendo un ottimo inizio di stagione, impreziosito dal titolo conquistato all’Atp 250 di Montpellier e dalla finale raggiunta all’Atp 500 di Rotterdam. “Sta molto bene e sta facendo sue le competenze aggiunte lo scorso anno”, ha affermato Volandri parlando di Jannik. In seguito ha sottolineato: “Il ritorno all’aperto lo costringerà ad adattarsi a condizioni a lui meno favorevoli di quelle indoor. Ad Indian Wells mi dicono stia facendo freddo, e vedremo quanto inciderà il vento. In generale però Sinner è un giocatore che sta iniziando ad incastrare i pezzi del puzzle”.

Storicamente gli italiani non hanno mai fatto bene sul cemento californiano. A tal riguardo l’ex tennista ha osservato: “Io ad Indian Wells e Miami facevo tantissima fatica soprattutto perché ero reduce dalla terra sudamericana. Indian Wells è un paradiso ma le condizioni sono difficili perché a seconda dell’orario può fare caldissimo o freddissimo ed il rimbalzo cambia di conseguenza. Adattarsi è fondamentale ma non è facile per chi le settimane prima non ha giocato sul cemento outdoor. Se guardiamo in casa nostra: Sinner ha giocato indoor, Musetti sulla terra e Berrettini ha fatto preparazione prima di Acapulco. I nostri vengono tutti da condizioni diverse da quelle della California e non sarà facile. Questa però è una mia riflessione, non una legge”.

Lo ricordiamo, anche Matteo Berrettini esordirà direttamente al secondo turno di Indian Wells, affrontando il giapponese Taro Daniel, ottimo avversario per testare le sue condizioni fisiche dopo il problema al muscolo del polpaccio accusato ad Acapulco.

A proposito di Berrettini. Il ventiseienne romano è stato recentemente criticato per le scelte di programmazione. Volandri, però, ritiene che quello del calendario sia un problema del tennis moderno in generale: “Ci sono meno settimane per lavorare e se arrivi in semifinale di Davis devi giocare quasi fino a inizio dicembre. Spero che l’ATP e l’ITF collaborino per trovare una soluzione sulle date di United Cup e Coppa Davis. La soluzione per i giocatori? Diventa fondamentale fare un richiamo di tre settimane durante l’anno, se no c’è il rischio di farsi male o arrivare senza energie agli appuntamenti importanti”.

Capitan Volandri e la Coppa Davis

Volandri e i dubbi di formazione in Coppa Davis
Foto Davis Cup

Interrogato sul poco successo che ha riscosso il nuovo formato di Coppa Davis e chiamato ad illustrare la sua Coppa Davis ideale, Volandri ha risposto: “La soluzione non ce l’ho. Giocare su tre settimane ha senso e quest’anno abbiamo guadagnato una settimana di calendario, ma le sfide dopo Australian Open e US Open possono essere uno svantaggio per chi ha giocatori che vanno in fondo. Grazie alla wild card ricevuta noi abbiamo saltato il playoff di febbraio, che da un lato ci avrebbe permesso di fare gruppo ma dall’altro ci avrebbe messo in difficoltà la settimana subito dopo lo slam. Ritorno al vecchio format? Anche quello ha i suoi contro, seppure l’Italia sarebbe ancora più forte avendo giocatori competitivi su tutte le superfici”.

Infine, la considerazione in vista dell’edizione 2023 del torneo: “Quando siamo al completo possiamo ambire alla vittoria. Ci siamo dati qualche anno per costruire un gruppo competitivo e avendolo avuto al completo solo due volte devo dire che siamo più avanti di quanto pianificato. A fine stagione però ci sono tante incognite e non è facile per le nazionali ed i rispettivi capitani”.

> Le migliori racchette per il 2023, guida completa

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