Federer-Nadal a Wimbledon, undici anni dopo la partita del secolo

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Correva l’anno 2008. Il tennis era dominato da un ragazzo svizzero di 27 anni, al secolo Roger Federer, che aveva già vinto ben 12 tornei del Grande Slam e quattro edizioni delle Atp Finals.

Da qualche anno, però, si era affacciato prepotentemente sulla scena mondiale un altro ragazzo, di cinque anni più giovane di lui, che veniva dall’isola di Mallorca e si chiamava Rafael Nadal. Nei tre anni precedenti si era guadagnato il titolo di Re della terra, vincendo in fila tre Roland Garros dal 2005 al 2007 e confermandosi anche nel 2008 (per poi non fermarsi più).

La vittoria negli altri Slam, però, non era ancora arrivata. Ed è proprio in quel 2008 che Rafa sfata il tabù Wimbledon, trionfando in finale contro Roger e fermando la striscia di cinque vittorie consecutive dello svizzero ai Championships.

La finale del 2008 non è una partita qualsiasi, per moltissimi osservatori è “la partita del secolo”, “la partita più bella di sempre”, quella attraverso cui misurare tutte quelle che verranno. Ed in effetti, per intensità, qualità, carica fisica ed emotiva, è stata una partita incredibile. Prima un doppio 6-4 di Rafa, poi un doppio 7-6 per Roger. E infine il quinto set, la sublimazione del tennis, vinto 9-7 dallo spagnolo.

La sintesi estesa della partita del secondo Nadal-Federer

Sono passati undici anni da quella partita, undici anni in cui Nadal e Federer si sono incontrati altre ventidue volte, ma mai più all’All England Club. Il momento è arrivato, siamo nel 2019 e, per dirla alla Nadal, “io non me lo sarei mai immaginato, mi immaginano a Mallorca a pescare in questo momento”.

E invece, eccoli lì. Di nuovo loro, sempre loro.

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