Le regole del tennis a 360 gradi: come funzionano e a quando risalgono

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Il tennis è una disciplina molto antica. Muove i suoi primi passi nel Rinascimento italiano, ma è dalla seconda metà dell’Ottocento che lo sport inizia a diffondersi come lo conosciamo oggi. Nel 1875 fu diffuso un primo regolamento, che poi fu implementata nel 1888 quando si costituì  l’associazione tennistica inglese.

Regole del tennis

Campo e rete

Il rettangolo di gioco ha le dimensioni di 23,77 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali larghi 1,37 m che sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un’altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno che devono trovarsi a 0,914 m fuori dal campo. L’altezza della rete al centro nel tennis degli albori era di 1,45 m, le aree di battuta erano più ampie e ciascuna metà campo più lunga rispetto ai parametri attuali. Fu tra il 1881 e il 1888 che si stabilirono le misure odierne.

Punteggio

Una partita di tennis si gioca la meglio dei 3 o 5 set (per gli slam). Ogni set si vince quando un giocatore raggiunge il sesto game, salvo nel caso in cui non ci siano due punti di scarto tra gli avversari. In tal caso vince chi arriva a sette game, ma se si giunge il sei pari si provvede a giocare il tiebreak. Per vincere un game si devono conquistare quattro punti (15-30-40-vittoria) sempre prevedendo il doppio punto di vantaggio.

Storia del tiebreak

Innanzitutto fino al 1913 era possibile vincere un set con un solo game di scarto. Solo dopo si inserì la regola del doppio game di vantaggio. Mentre il tiebreak è stato inserito nel 1976. Nei quattro Slam, che si svolgono su 5 set, nell’ultimo e decisivo set il regolamento è diverso rispetto agli altri tornei. Fino a pochi anni fa si procedeva al doppio vantaggio, ma da qualche anno, con modalità diverse, anche gli Slam hanno inserito il tiebreak al quinto set. Questo per evitare partite come quella tra Isner-Mahut di Wimbledon 2010, durata 11 ore e 5 minuti con il roboante punteggio di 6–4, 3–6, 6–7, 7–6, 70–68.

Storia dei punti del game

Ci sono tante teorie sulla storia dei punti game (15-30-40). Molte portano al Medioevo e al Rinascimento. Diciamo che ci sono molti miti su un sistema di punteggio particolarmente bizzarro e unico nel suo genere. La teoria che appare più plausibile è quella dell’orologio. In pratica agli albori si usavano due orologi per tenere i punti, ad ogni punto le lancette si portavano avanti di un quarto d’ora, per cui 15-30-45-vittoria. I vantaggi creavano dei problemi, quindi il 45 si trasformò in 40 e il 45 si usò per il vantaggio. Questa sembra essere la vera genesi dei punti del tennis.

Servizio

Il servizio è uno dei fondamentali del tennis. Uno dei due (o quattro nel caso del doppio) si alternano nei game in questo fondamentale. Il servizio è regolamentato con precisione. Il tennista che è in battuta deve piazzare la palla nel riquadro opposto, rispetto a dove batte, oltre la rete (sì lo sappiamo, lo sanno quasi tutti). Per farlo ha due tentativi, nel caso contrario il punto va all’avversario (doppio fallo). Esiste però un’eccezione: se la palla rimbalza nel rettangolo giusto, ma tocca prima il nastro bianco che delimita la rete, il servizio può essere ripetuto senza intaccare le due possibilità appena dette. La ripetizione della battuta viene detta “let”, o “let’s”. In Italia è di solito chiamata erroneamente net (in inglese “rete”), per via del fatto che la palla tocca il nastro della rete Dal 1921 è stata introdotta la regola del piede. Se il tennista che sta servendo pesta la linea di fondocampo commette fallo di piede. La regola è stata aggiornata nel 1959 quando si è deciso di permettere al giocatore in battuta di saltare.

Occhio di falco

Dal 2005 si è introdotta la possibilità, per qualsiasi torneo ufficiale riconosciuto, di installare sui campi da gioco la moviola, chiamata occhio di falco. Il giocatore ha a disposizione tre chiamate per set che utilizza nel momento in cui valuta la decisione degli arbitri sbagliata. Se il tennista ha ragione avrà lo stesso numero di chiamate che aveva precedentemente, nel caso contrario ne avrà una di meno.

Coaching e comportamenti scorretti

Una delle regole che più fa discutere è il coaching. In pratica, essendo considerato uno sport individuale, nel tennis è vietato ricevere suggerimenti. Ora chi guarda il tennis con costanza sa che dagli angoli (le panchine dove ci sono gli allenatori e i famigliari) spesso arrivano suggerimenti. Capita a volte che l’arbitro possa sanzionare l’atleta con un warning (il caso di Serena Williams, e la sua sfuriata, US Open 2018 è passata alla storia).

Un tennista può ricevere un warning anche per gioco rallentato. Ci sono giocatori che prima del servizio impiegano un tempo infinito, ecco per velocizzare un po’ il gioco si è deciso di intervenire.

Poi ci sono una serie di comportamenti scorretti su cui l’arbitro può intervenire. Proteste troppo vistose, racchette distrutte, frasi poco ortodosse. Tutto questo può implicare una sanzione che va dal warning fino alla squalifica. In questo negli ultimi anni Nick Kyrgios è stato uno dei tennisti più puniti. Le sue esagerazioni sono ormai una costante e quasi non fanno più notizia.

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