Rafael Nadal è preoccupato per il futuro del tennis spagnolo

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Il tennis spagnolo ha rappresentato negli ultimi trent’anni un punto di riferimento per tutto il circuito. Si è trattato di un movimento che ha coinvolto almeno due-tre generazioni di tennisti, che hanno fatto parlare di sé e del proprio Paese in tutto il mondo. Sicuramente per il loro dominio sulla terra rossa, ma non solo.

Il protagonista assoluto di questa storia è stato senza dubbio Rafael Nadal, già considerato per distacco il miglior tennisti spagnolo di sempre e uno dei migliori e più vincenti in assoluto nella storia di questo sport. Ma basta dare un’occhiata alla nostra top-10 che mette in fila i migliori dieci giocatori spagnoli di sempre per capire quanto forte sia stata l’influenza dei tennisti iberici dagli anni ’90 ad oggi.

Di questo ha parlato, nel corso di un’intervista con il quotidiano El Mundo, proprio Rafa Nadal: “Il livello del tennis spagnolo negli ultimi trent’anni è stato pazzesco, con una lunga serie di giocatori che sono riusciti ad affermarsi tra i primi del mondo. Dopo la mia generazione, in cui includo anche Roberto Bautista Agut e Pablo Carreno Busta, vedo però un vuoto”.

“Certo – riconosce Nadal – ci sono giovani interessanti come Munar e Alcaraz, speriamo in una loro evoluzione positiva. Su Alcaraz in particolare bisogna avere pazienza, è molto giovane ma è un bravissimo ragazzo e ha grandi potenzialità. Ma se vogliamo mantenere i livelli raggiunti negli ultimi decenni, bisogna lavorare sodo come movimento in generale. Non saranno i singoli che determineranno il successo del tennis spagnolo”.

L’intervista è stata anche un’occasione per dare una lettura di cosa sia successo negli ultimi trent’anni, anche al di fuori del tennis: “Per la Spagna sono stati anni positivi, senza dubbio. Abbiamo fatto progressi importanti, il nome del nostro Paese ha girato il globo. Per il mondo sono stati anni molto contraddittori, pieni di guerre e disastri, troppa povertà, troppe differenze tra un posto e l’altro. Per me, infine, sono stati anni fantastici: vorrei solo avere di nuovo tre anni per poterli rivivere dall’inizio“.

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