domenica, settembre 27

Il tennis è fermo, è tempo di riformarlo?

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Il New York Times titola così nella sezione sportiva: “Il tennis è fermo, è tempo di riformarlo?” proponendo diverse opzioni per modificare lo sport che tutti noi amiamo.

Le 6 nuove proposte

In questi mesi di lockdown ed esibizioni abbiamo visto diverse nuove regole, fra tutte quelle più curiose appartengono senza dubbi all’UTS di Patrick Mouratoglu.

Ecco le proposte del Times, anche alcune di esse veramente strampalate:

  • Un solo servizio. Vuoi rischiare? Tira una prima potente. Vuoi andare sul sicuro? Batti come se fosse una seconda. Il concetto è semplice quanto perspicace. I risultati sarebbero match più veloci e a detta del quotidiano ci sarebbero più scambi (opinione che non ci sentiamo di condividere);
  • Non si chiede scusa dopo un net. Dentro di te stai esultando, le scuse sono false. Il net durante il servizio? Si continua a giocare;
  • Cinque set anche per le donne. La novità sta nel quinto set, rappresentato da un super tie break. Un buon match non si definisce dalla durata o dalla stanchezza dei protagonisti, ma dallo spettacolo offerto;
  • Il coaching è vietato anche alle donne. Basta con le regole diverse (per le donne vale, ma non negli slam), creano solo inutile confusione. Il tennis è uno sport individuale e l’atleta deve gestirsi da solo;
  • Niente più raccattapalle che consegnano tra un punto e l’altro gli asciugami. È pericoloso come via di trasmissione di contagio e fa apparire i tennisti come un’elité a cui vanno resi servigi;
  • Basta giudici di linea, l’errore umano ci sarà sempre. Parola ai giocatori che chiameranno la palla fuori, le macchine lì pronte a sfidare le chiamate. Si manterranno così i challenge per aumentare il pathos nelle sfide.

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