Vaccino anti-Covid: nel tennis c’è un fronte del no (purtroppo l’ignoranza non ha confini)

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Fanno scalpore le parole riportate da Ben Rothenberg, corrispondente del New York Times, sull’opposizione di diversi giocatori al vaccino anti-Covid. In uno sport che, da sempre, vive in tour in giro per il mondo non ci si possono aspettare parole del genere. L’intervista del reporter è stata fatta ad Elina Svitolina, Andrey Rublev, Diego Schwartzman, Aryna Sabalenka e Naomi Osaka. Purtroppo, solo quest’ultima si è dichiarata favorevole al vaccino.

Le tesi egoistiche e colme di ignoranza di chi non si vuole vaccinare

Tra gli intervistati emergono delle tesi assolutamente egoistiche e colme di ignoranza per motivare la propria scelta di non vaccinarsi.

Elina Svitolina e Andrey Rublev ripetono in coro più o meno le stesse parole che potrebbero far pensare a due egoisti piuttosto che ad esempi da dover seguire per i più piccoli.

La nostra situazione non migliorerebbe granché, l’ATP, la WTA e i governi locali ci obbligherebbero comunque a stare nella bolla e a passare un periodo di quarantena dopo ogni trasferimento. Da quali presupposti deriva questo rifiuto? Non lo sappiamo, non sapremmo risponderti”.

Aryna Sabalenka, probabilmente farà felice il primo oppositore ai vaccini Novak Djokovic (chiamato nei mesi scorsi Novax) condisce con una bella dose di ignoranza il tutto.

Non credo nel vaccino; se sarò obbligata a farlo per poter giocare i tornei allora non avrò scelta, ma di sicuro non permetterò che i miei famigliari lo facciano. Se dovessi essere costretta, sceglierei comunque quello più caro sul mercato, perché più sicuro e con meno probabilità di inficiare il mio corredo genetico”.

Basi scientifiche del suo pensiero? Crediamo nessuna e ce ne rammarichiamo.

Da sempre no vax e l’unica voce fuori dal coro

Fa eco a loro anche Diego Schwartzman, membro (a sua detta) di una famiglia da sempre no vax.

Sono contrario, i vaccini non fanno parte né della cultura né tantomeno della tradizione della mia famiglia. Inoltre, al momento, l’approvvigionamento è parecchio problematico in Argentina. Se l’ATP ci ha detto che potrebbe provvedere? Non proprio. Abbiamo sentito dire molte volte che il Comitato Olimpico potrebbe aiutarci in vista dei Giochi di Tokyo. Se ciò sarà possibile per noi atleti e la somministrazione dovesse essere attuata nella perfetta osservanza di tutti i crismi legali e clinici, potrei prendere in considerazione la possibilità di farlo”.

Unica persona che ha risposto affermativamente, Naomi Osaka, che ha chiosato: “Mi vaccinerò sicuramente, quando sarà il mio turno”.

Le risposte di Atp e Wta

Non potevano mancare le pronte risposte da parte di Atp e Wta sulla questione per spegnere, da principio, polemiche future.

Basandosi sulle evidenze scientifiche emerse, ATP raccomanda a tutti la vaccinazione al COVID-19. Parallelamente, restiamo a disposizione per sostenere e supportare la distribuzione a tutti i livelli e in tutto il mondo, dando priorità a chi avrà maggiore necessità di protezione. Inoltre, ci stiamo confrontando con infettivologi e virologi per valutare le migliori strategie di somministrazione quando le dosi saranno disponibili su larga scala, mentre collaboriamo con altre leghe sportive internazionali e consulenti esterni con l’obiettivo di individuare le modalità di gestione migliori nell’ambito dello sport. Qualsiasi aggiornamento ulteriore riguardo ai prossimi passi da compiere e alle opzioni di vaccinazione disponibili per i nostri atleti verrà comunicato con la massima tempestività”.

La WTA crede nel vaccino e incoraggia chiunque a sottoporvisi. Ciò sarà decisivo per proteggere dal virus l’individuo vaccinato e colui che ancora non lo è, accelerando il processo di ritorno alla normalità tanto agognato. Insieme ai fidati consulenti della Mayo Clinic saremo in grado di assistere gli atleti e consigliarli al meglio sui benefici che i diversi vaccini sul mercato garantiscono. Detto questo, la WTA non obbligherà nessuna giocatrice a vaccinarsi, in quanto decisione personale insindacabile che rispetteremo, qualunque essa sia”.

Parliamo di personaggi pubblici che hanno un gran peso nelle vite di molti giovani. Lanciare proclami simili, senza basi scientifiche, fa male non solo allo sport, ma anche all’esempio che dovrebbero dare loro. Che ne sarebbe di ragazzi che non vorranno vaccinarsi perché il proprio idolo non lo fa e si schiera contro i vaccini?


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