Jana Novotna, la campionessa e il ricordo. Quel pianto che fece la storia

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Il ricordo di Jana Novotna, una delle poche interpreti del vero serve&volley in tutto il circuito femminile. Vincitrice di Wimbledon ’98, ma la vera impresa la fa nel ’93 quando, prima di arrendersi a Steffi Graf, riuscì a battere in successione Gabriela Sabatini e Martina Navratilova.

I numeri della sua carriera parlano da soli: 24 titoli Wta, un bronzo olimpico e il best ranking come numero 2 del mondo, oltre al Wimbledon del ’98. In doppio, però, va ancora meglio: 11 trofei slam (completando il Career Grand Slam), 76 titoli, un argento olimpico e il primato della classifica mondiale.

Nella finale femminile del 1993 abbiamo uno dei momenti più iconici della storia dei Championships. Jana, testa di serie n. 8 del seeding, sconfigge Martina Navratilova in semifinale e in finale sembra favorita con Steffi Graf.

Dopo un primo set perso al tiebreak e un secondo dominato per 61, l’allora 24enne si trova al terzo parziale sul 41 e 40-30. Da lì il buio: un doppio fallo e sconfitta in rimonta per 64.

L’occasione della vita è sfumata (fino al ’98, quando vincerà Wimbledon) e Jana non riesce a smettere di piangere. Durante la premiazione, la ragazza non riesce a trattenersi e continua a piangere anche davanti la Duchessa di Kent, che le porge la sua spalla per consolarla.

Nel 2005 viene introdotta nella Hall of Fame. Ad appena 49 anni, nel 2017, si deve arrendere ad una lunga battaglia con il cancro. Il nostro pensiero nel giorno del suo compleanno: tanti auguri Jana, ovunque tu sia.

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