Vamos Delpo. Ora regalati (e regalaci) un ultimo tango

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“Lottare fino all’ultimo punto fa parte della mia essenza. Ho sempre detto che non avrei mollato accettando questa sfida. Sono felice di potermi sentire ancora per qualche giorno un tennista. Ci potrebbe essere un’altra partita o potrebbe essere l’ultima. Non vedo l’ora di scendere in campo. Ho vissuto tutta la vita per questo. Amo questo sport. Ma è difficile continuare a giocare con così tanto dolore”.

Ho vissuto tutta la vita per questo. Amo questo sport. Ma giocare così è difficile. Talmente difficile da diventare impossibile. L’ha detto, comunicando al mondo il suo ritiro dal tennis giocato, Juan Martin Del Potro, uno dei tennisti più amati, più forti e sicuramente più sfortunati degli ultimi vent’anni.

Delpo dice basta. Troppo dolore al ginocchio. Lo sa da mesi. Da mesi sa che non sarebbe più tornato a giocare ai livelli che gli competono. Che non sarebbe più tornato. Ma nonostante questo ha voluto onorare se stesso, lo sport, il suo tennis e i suoi tifosi con un ultimo, speriamo bellissimo, giro di tango. “Avere a disposizione vicino a me il torneo di Buenos Aires mi ha fatto dire: ‘adesso o forse mai più’. Ho perso dodici chili in tre mesi. Ho fatto molta fatica per recuperare la forma necessaria per scendere in campo”,

I deboli di cuore stiano lontano dal campo e anche dal televisore. Si preannunciano emozioni molto, molto forti. “Vincere gli US Open e la Davis in Croazia è stato bellissimo. Rio 2016 è stata una settimana molto speciale. Quello è il podio, ma quello che accadrà martedì potrebbe superare tutto dal punto di vista emotivo”. Impossibile trattenersi. Delpo, il martello di Tandil, è un mito vivente. Simbolo di sofferenza e amore, malinconia e felicità.

Il più grande tennista argentino di sempre dopo Guillermo Vilas è uno degli sportivi più amato in patria. La sua fama è seconda solo alle stelle del calcio mondiale. Ma l’empatia che è in grado di creare con il pubblico ovunque giochi lo ha reso uno dei tennisti più amati del circuito. Comunque vada, dovunque vada, qualunque sia il clima, troverete sempre qualcuno sugli spalti pronto a scandire il suo nome. Delpo non si discute.

Sarà per quella sua punta di costante sofferenza, molto sudamericana. Sarà per il suo essere sempre stato considerato una sorta di gigante buono del circuito, mai una polemica. Sarà per quel suo apparente trascinarsi sul campo, ormai allo stremo delle forze, e poi tirare giù delle saracche di dritto che sfondavano un muro di cemento armato.

Sarà per il suo animo tipicamente tanguero, allegro e malinconico al tempo stesso, in campo e fuori, che Juan Martin Del Potro è sempre stato considerato un amico da tutti nel circuito. E per questo stesso motivo è stato tanto amato e apprezzato dal pubblico. Un grande uomo, un grande tennista, un esempio per tutti. Mancherà.

Ora regalaci l’ultima, grande, emozione.

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