Djokovic-Australian Open, un passaporto che poteva cambiare le carte in tavola?

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Novak Djokovic è tornato a parlare dell’affaire Australian Open di inizio anno e ha svelato un retroscena. Al serbo, che da giovane ha rifiutato il passaporto britannico per meriti sportivi, è stato chiesto se con una diversa nazionalità sarebbero potute cambiare le carte in tavola.

Di nuovo Djokovic-Australian Open

Sembrava si fossero calmate le acque dopo la burrascosa vicenda  Djokovic e l’Australian Open. In una recente intervista, però, è stato ricordato infatti a Nole di aver rifiutato da giovane il passaporto britannico, facendo una provocazione sul fatto che (forse) con un altro tipo di nazionalità avrebbe potuto partecipare al primo slam dell’anno.

Non avrei voluto speculare molto su cosa sarebbe potuto succedere se, non rimpiango il fatto di non aver cambiato passaporto in passato. Ancora, sono grato e soddisfatto della decisione che abbiamo preso in passato: rimanere in Serbia, avere un passaporto serbo e giocare per i colori serbi. Non mi lamento del fatto di aver dovuto affrontare alcuni calvari durante la mia vita perché so che ci sono passate molte altre persone che hanno anche affrontato cose più difficili e magari le stanno ancora affrontando oggi.

Mi sento molto fortunato ad aver ricevuto l’appoggio della mia famiglia per giocare allo sport che ho sempre amato, aver raggiunto grandi successi in esso ed aver ricevuto molti benefici, compresi quelli finanziari. Provo sempre a ricordare a me stesso da dove sono partito e come sono cresciuto perché mi fa essere consapevole e apprezzare tutto quello che ho. Provo sempre a vivere il momento ed alzare l’asticella dei risultati da raggiungere.

Lungi da me stare qui a dirti quanto sia stato difficile arrivare dove sono arrivato. Ancora, sono grato di tutto quello che la vita e Dio mi hanno voluto donare. Credo che tutte le situazioni difficili da affrontare siano delle lezioni di vita. Sto provando ad apprendere alcune lezioni che sicuramente potranno permettermi di arrivare ad essere una versione migliore di me stesso. Sia come tennista che come essere umano”.

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