Ferrero racconta il suo Alcaraz: è ancora al 60 per cento

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Come sappiamo Carlos Alcaraz si è laureato campione allo US Open 2022, diventando il più giovane numero uno nella storia del tennis mondiale. Nel corso del torneo, lo spagnolo si è reso protagonista di grandissime prestazioni, che gli hanno consentito di chiudere la sua esperienza in modo trionfale, nonostante sia stato costretto a giocare cinque set agli ottavi, ai quarti e in semifinale. In definitiva, si è trattata di una cavalcata tanto prepotente quanto faticosa.

Ad analizzare il percorso del classe 2003 murciano ci ha pensato lo storico coach Juan Carlos Ferrero. L’ex tennista, tra elogi e altre riflessioni, ha anche affermato che, a suo parere, il murciano ha sviluppato soltanto il 60% delle sue potenzialità.

Le parole di Ferrero su Alcaraz

Intervenuto in conferenza stampa a margine dello US Open, Ferrero si è innanzitutto soffermato su come Alcaraz è arrivato alla finale e su come l’hanno preparata assieme: “Le partite vinte in cinque set erano ormai passate. Ovviamente sapevamo che tutte le ore trascorse in campo avevano la loro influenza e che avrebbero potuto avere un impatto sulla finale. Ma, come ha detto anche Carlos, non c’è tempo per essere stanchi nelle finali. Questo è stato uno degli aspetti di cui abbiamo parlato prima della partita. Per fortuna è andato tutto secondo i nostri piani, ha cercato di spingere e di spingere ancora per tutto l’incontro”.

Sull’eccezionalità di Alcaraz

“È molto difficile descrivere. Penso che sia nato per giocare questo tipo di tornei, nato per giocare questo tipo di partite. Da quando ho iniziato a lavorare con lui, ho potuto osservare alcuni aspetti che lo rendevano totalmente diverso rispetto agli altri ragazzi della sua età, e ciò lo si può vedere chiaramente ogni volta che scende in campo. Nei momenti importanti, cerca sempre di guardare avanti con fiducia, attaccando. È un grande agonista, è sempre lì per l’intera partita, ci prova fino alla fine. L’abbiamo potuto vedere nelle ultime partite, contro Cilic, Sinner o Tiafoe: non ha mai rinunciato, ha sempre spinto sull’acceleratore, cercando di rimanere in partita”.

Sul livello attuale del murciano

“Sono sorpreso della vittoria? No, perché conosco il suo livello. Certo, può sorprendere il fatto che questo traguardo sia arrivato così velocemente, ma non coglie di sorpresa me poiché mi sono allenato con lui ogni giorno da tanto tempo a questa parte, e so cosa è in grado di fare in campo. Ero abbastanza sicuro che la vittoria di uno Slam sarebbe arrivata molto rapidamente. E’ incredibilmente esplosivo, tuttavia allo stesso tempo ha dovuto lavorare molto per migliorare da questo punto di vista”.

Sulle prospettive di crescita

“Come prima cosa, e glielo dico costantemente, penso che sia al 60% delle su potenzialità a livello di gioco. Può migliorare molte cose, sia io che lui sappiamo perfettamente di dover continuare a lavorare. Una volta arrivati al numero uno della classifica, non vuol dire che si sia oramai raggiunto il massimo e che non si possa progredire. Deve continuare a lavorare e a esprimere un livello enorme nei grandi appuntamenti, e soprattutto continuare a vincere. Siamo ben consapevoli del percorso da svolgere, sarò sempre vicino a lui per ricordarglielo”.

Il raffronto con i “Big three”

“Il mio obbiettivo è quello di portare Carlos ad alto livello nel tennis. Certo, penso che sarà molto difficile ottenere quello che hanno ottenuto Roger (Federer, ndr), Rafa (Nadal, ndr) e Novak (Djokovic, ndr). Stiamo parlando di 63 tornei del Grande Slam, con almeno 20 titoli vinti da ciascuno di loro tre. Carlos invece ha soltanto raggiunto un unico titolo finora, c’è ancora molta strada da fare. Poi quello che può accedere in futuro, nessuno lo può sapere. Io penso che abbia tutto il tennis e il potenziale per essere uno dei migliori. Tutto quello che dobbiamo fare è provarlo”.

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