Bublik a tutto campo: “La mia vita è cambiata”. Il kazako si racconta

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In una bellissima intervista con Clay, il kazako Alexandar Bublik ha voluto raccontare tutti gli aspetti più intimi della sua vita dentro e fuori dal campo. Il giocatore ha rivelato com’era la sua vita prima del matrimonio, i suoi idoli e l’odio per il tennis.

Di seguito, vi riportiamo un estratto delle parti più significative degli interventi del recente finalista all’Atp250 di Metz.

Non voglio che mio figlio sia un professionista. Mio padre mi ha dato una racchetta quando avevo solo due anni e non mi ha mai neanche chiesto se mi piacesse”.

Come può non piacerti giocare su una superficie bella come la terra rossa? È per i calzini sporchi?

Semplicemente non mi piace, ma ormai non mi importa. Mi piace giocare ovunque, mi diverto molto. Se il campo è in terra, è in terra. Ho cambiato il mio approccio in molti aspetti da quando è nato mio figlio. Alla fine, è il mio lavoro e devo farlo bene”.

In che modo è cambiata la tua vita?

Una volta che avrete figli, non so come, dovrete solo girare pagina. Il momento in cui inizia a piangere, dovrete dimenticarvi di tutti i problemi. Siete fuori. Tutto il resto va a farsi benedire. Questo è ciò che accade”.

Vasily ha cambiato, quindi, la tua carriera?

Forse in un modo positivo, forse negativo. Vedremo. Sono papà solo da venti giorni. Da quando è nato, sinceramente, non mi importa di nient’altro. Mi interessa solo di lui. Perciò, se mi dici di giocare sulla terra, giocherò sulla terra, se sull’erba, giocherò sull’erba. Se devo giocare alle undici, giocherò a quell’ora. Non mi importa più molto del resto”.

La vita del tennista è bella?

No, perché si viaggia troppo”.

Cerchi di far diventare il tennis più appetibile con il tuo modo di giocare?

No, non mi interessa. Gioco per me stesso. Ora per la mia famiglia. Se la gente apprezza, ancora meglio. Se no, va bene lo stesso. Non mi cambia nulla”.

Oltre ai Big Three, se dovessi menzionare i tennisti che più ti ispirerebbero, chi sceglieresti?

Monfils e Dimitrov, con loro due mi trovo bene”.

Sei un tipo festaiolo?

No, lo ero. Prima di conoscere mia moglie. Non è carino comportarsi così quando si è in una relazione, no? Devi essere fedele, prenderti cura della persona con cui stai”.

Qual è il tuo sogno nel tennis?

Non credo sia un sogno, ma un obiettivo. Perché i sogni sono cose che non puoi raggiungere. Il mio obiettivo è restare in forma e giocare a lungo. Se riuscirò ad essere nella top30, top40 fino alla fine della mia carriera, tra 10 o 15 anni posso dire che è stata una buona carriera”.

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