Nadal ha sollevato dei dubbi sul tennis moderno
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A margine della propria tournée sudamericana con Casper Ruud, Rafael Nadal ha parlato dei dubbi sul tennis moderno. Lo spagnolo, insieme al norvegese, si sta preparando in vista del ritorno in campo in Australia.

I problemi del tennis dei giorni nostri

Nadal ha vissuto un 2022 dalle due facce. Nella prima metà di stagione è sembrato pressoché invincibile, con i successi all’Atp250 di Melbourne, l’Atp500 di Acapulco, Australian Open e Roland Garros.

I problemi fisici (piede e addome), invece, hanno minato gli ultimi sei mesi, con il miglior risultato ottenuto a Wimbledon (semifinale) e l’uscita di scena allo US Open al quarto turno. Le ultime apparizioni al masters1000 di Parigi-Bercy e alle Atp Finals non hanno fatto altro che aumentare i dubbi sulle sue condizioni di salute.

Impegnato in una tournée in Sud America, lo spagnolo ha voluto parlare con Marca dei propri dubbi riguardo lo stile di gioco adottato nel tennis moderno.

In passato, i punti venivano preparati con maggiore accuratezza e si aspettava la palla giusta per attaccare. Non venivano spinti al massimo tutti i colpi perché veniva data maggiore importanza alla strategia.

Oggi non esistono più colpi di transizione, tutte le palle vengono colpite allo scopo di fare il vincente. Non sto dicendo che andrebbe cambiato qualcosa, ma non sono un fan di questo tipo di gioco.

Mi piacerebbe vedere un tennis che offra più soluzioni, oltre a stili di gioco più diversificati. A causa delle palline e di come sono fatti i campi, i giocatori hanno tutti uno stile molto simile. La velocità a cui si gioca non consente di adottare una tattica diversa.

Solo sulla terra rossa c’è un po’ più tempo per ragionare”.

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