Il calvario, la voglia di tornare, una nuova visione della realtà: parla Sascha Zverev
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3 giugno 2022, Parigi, semifinale del Roland Garros: l’inizio di un calvario per Alexander Zverev. Giunto al tiebreak del secondo set, Sascha è pronto a giocarsi la possibilità di riacciuffare Rafa Nadal dopo aver perso il parziale d’apertura. Durante il primo punto, tuttavia, rimane vittima di una dolorosissima distorsione alla caviglia destra. Conseguenza: ritiro inevitabile, con tanto di lacrime e standing ovation del Philippe-Chatrier. E purtroppo, il bollettino medico che arriva nelle ore successive è raggelante: rottura di sette legamenti.

Il calvario di Sasha

Da quel momento Zverev non ha mai più visto il campo. Si è operato, ha affrontato la convalescenza, preso una ricaduta che lo ha costretto ad ulteriori sofferenze. Nonché ad ulteriori rinunce, tra cui quella di difendere il titolo alle Nitto Atp Finals. Adesso, però, il calvario sembrerebbe finalmente finito.

Zverev: “Non vedo l’ora di tornare in campo”

alexander zverev
Foto Twitter Atp Tour

Il ritorno in campo di Zverev non avverrà in Australia, ma prima. Precisamente alla Diriyah Cup, torneo di esibizione che andrà in scena in Arabia Saudita dall’8 al 10 dicembre. Ne ha parlato il venticinquenne tedesco in un’intervista rilasciata al canale Youtube dell’evento.

“È passato molto tempo, non vedo l’ora di scendere in campo”, ha detto un raggiante Sascha, vogliosissimo di tornare a competere su palcoscenici prestigiosi. Poi ha aggiunto: “Ci saranno i migliori giocatori del mondo, quindi sarà un torneo di alto livello e penso che tutti siano in forma perché o vengono ancora dalla Coppa Davis o sono appena arrivati dalle finali ATP. Spero di poter stare al passo con loro. Sono ansioso di tornare nel tour e non vedo l’ora di disputare partite. Ovviamente ho deciso di rientrare prima perché non voglio che il mio primo evento sia in Australia, dove devi sentirti già bene fisicamente”

Nel corso della chiacchierata, Zverev si è anche soffermato su cosa gli è mancato in questi mesi trascorsi ai box: “Mi sono mancati i ragazzi, anche se siamo concorrenti ho grandi amici sul tour. Ad esempio Dominic (Thiem, ndr): non ci vediamo da quasi due anni, perché lui si è infortunato nel 2021 e io nel 2022. Quindi ci siamo persi di vista in un certo senso”.

In seguito ha raccontato tutte le tappe che ha attraversato dall’infortunio subito al Roland Garros fino ad oggi: “Mi sono rotto sette legamenti. Ho avuto bisogno di un intervento chirurgico, di tempo per guarire, ma le cose che succedono nel mentre non le puoi prevedere. Credevo che avrei giocato dopo qualche mese, poi invece sono arrivate tutte quelle battute d’arresto, le ho dovute accettare. Sono stato un po’ sfortunato, ma le cose accadono: devi conviverci. Accettarlo è stato dura, è successo durante le semifinali degli Open di Francia nel momento in cui stavo cercando di raggiungere l’obiettivo di una vita. Giocavo alla pari con Rafa (Nadal, ndr), potevo vincere“.

Infine ha concluso spiegando che lo stop gli ha dato modo di sviluppare una nuova visione delle cose: “Quando ho ricominciato a camminare liberamente è stato un sollievo, la prima corsa è stata molto emozionante. Ho iniziato a riprendermi, a capire che presto sarei tornato. Alla fine ho capito com’è la vita senza il tennis, perché non ci pensi quando viaggi undici mesi all’anno e sei solo in quel tunnel a fare la stessa cosa più e più volte. Non lo apprezzi. Non apprezzi realmente il giocare sui campi più belli del mondo, non apprezzi le città. Ora credo di essere pronto per qualcosa di nuovo”.

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