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Cosa ci dice l’epica sfida vinta da Djokovic contro un meraviglioso Musetti
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Finisce oltre le tre del mattino l’attesissima sfida tra Novak Djokovic e Lorenzo Musetti, quella che avrebbe potuto regalare al toscano l’accesso agli ottavi di finale del Roland Garros 2024 e a Jannik Sinner la matematica certezza di essere il prossimo numero uno del mondo del tennis mondiale.

Avrebbe potuto, appunto. Perché invece, alla fine, vince ancora la legge di Djokovic, che non a caso è il tennista che per più tempo, nella storia, ha occupato la prima casella del ranking Atp. E in questa occasione, come nelle tantissime che l’hanno preceduta, ha dimostrato perché.

Una vittoria epica, quella di Nole. Una sconfitta onorevolissima e intrisa di grandi significati, quella di Lorenzo. Si comincia tardi, sul Philippe Chatrier, quasi alle undici di sera. Uno stadio infreddolito e non gremito assiste al match tra il serbo e l’italiano, che si passano quindici anni di differenza, anche se a vederli in campo non si direbbe.

Inizio in equilibrio nel primo set, un break per parte fino al fatidico dodicesimo gioco, con cui Nole mette la testa avanti chiudendo 7-5. Musetti fatica a trovare soluzioni, ma Djokovic sembra un po’ a corto di fiato e non al meglio dal punto di vista fisico. Nel secondo set, dopo essere andato sotto, Lorenzo ritrova il bandolo della matassa, impatta e chiude al tie-break.

Nel terzo set Musetti rifila una lezione di tennis al serbo, come se ne ricordano poche. Il livello del suo tennis è altissimo e il risultato parla chiaro: 6-2 e inerzia della partita ribaltata. Con qualsiasi altro avversario dall’altra parte della rete parleremmo di un colpo da ko. E invece, nel bel mezzo del quarto set Djokovic risorge, pareggia i conti con un rotondo 6-3 e chiude tutto al quinto con un perentorio 6-0.

Djokovic avanti e Musetti a casa: questo il verdetto della notte parigina. Una notte che ci dice che chi dava Nole fuori dalla rosa dei favoriti per la vittoria finale si sbagliava di grosso. Questo Djokovic, quello in grado di ribaltare e vincere match del genere, in determinate condizioni, ci dice tutt’altro e manda un messaggio chiarissimo ai “giovani leoni” del circuito: chi vuole vincere se la dovrà vedere con me.

Ma questa notte ci dice anche che Lorenzo Musetti c’è, eccome se c’è. Alla fine, dopo quattro ore e mezza di gioco, arriva un’altra lezione. Ma il Musetti spento e senza bussola che abbiamo visto negli ultimi mesi è solo il lontano parente di quello che ha incantato a Parigi. Riparta da qui, dal suo talento, per ricominciare a costruire una carriera che può ancora essere splendente, il tempo è dalla sua parte. Ma dipenderà anche dalle sue scelte.

19 Commenti

  1. While I enjoyed reading this post, I have to respectfully disagree with. In my experience, [counterpoint or alternative perspective]. Nevertheless, I appreciate the discussion this post has sparked.

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