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‘La Telefonata’ show tra Panatta e Bertolucci: dalla bischerata di Rune alla bordata su Djokovic (e tanto altro)
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Da giocatori furono capaci di portare in Italia una storica Coppa Davis e di togliersi grandi soddisfazioni a livello personale. Ogni qual volta si ritrovano insieme dispensano grande saggezza tennistica e una massiccia dose di risate. Sono Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, i quali nella loro seconda vita da opinionisti sportivi continuano a regalarci “chicche” di assoluto livello.

È il caso di quanto accaduto nell’ultimo appuntamento del podcast ‘La Telefonata’, durante il quale hanno fatto alcune considerazioni riguardo il torneo di Wimbledon, divagando anche su altri argomenti correlati.

Panatta e Bertolucci a “La Telefonata”

L’inizio è contrassegnato da un divertente siparietto. “Sono a Formentera insieme al mio amico Norberto”, esordisce Panatta. “Siamo qui davanti al mare, vediamo un panorama bellissimo. Ho appena giocato a padel e penso di morire entro mezz’ora. Ho perso anche qui, un disastro”, aggiunge. La replica di Bertolucci dall’All England Tennis Club, dove è impegnato con la squadra di Sky Sport: “Se vuoi, puoi venire a Londra con me e gli orsi polari. Piove e ci sono 12 gradi, non se ne può più”. E Panatta: “Ma tanto tutta questa prima parte (del podcast, ndr) non serve a una m…, perché non frega un c… a nessuno. Andiamo avanti”.

Cominciando a parlare di tennis, il primo argomento è l’eliminazione al primo turno del duo nostrano formato da Simone Bolelli ed Andrea Vavassori. “Devo dire che gli altri non sono niente male. Capita. Se prendi le coppie che hanno vinto Wimbledon negli ultimi dieci anni ti metti le mani nei capelli, c’è della gente che ha vinto qua e non ha più vinto niente”, afferma Bertolucci. Poi continua la sua analisi soffermandosi sul tennis femminile: “Perché succede questo? Perché non c’è più la Williams, non c’è più la Graff. Adesso quando parte il torneo ne hai dodici che possono vincere”.

Spazio anche alla tennista Anna Kalinskaya, notoriamente fidanzata con Sinner. “Ormai inquadrano più lei che non Jannik. C’è la caccia, non si può intervistare, non si può far nulla. Ma sono affari suoi. Come gioca? Discretamente, credo sia più o meno numero 20-25 del mondo. Niente di particolare, però gioca benino”, sottolinea l’ex giocatore di Forte dei Marmi.

Dal tennis, dunque, si passa nuovamente alle battute con Panatta e Bertolucci a punzecchiarsi bonariamente con un botta e risposta davvero esilarante: “Sono in barca con il wi-fi, riesco a vedere tutte le partite. Ma normalmente tolgo l’audio per non sentire le tue telecronache. Sei diventato un democristiano doroteo assoggettato al potere oltre a essere un mio accessorio”, dice Panatta. “Quando abitavamo insieme chiudevi a chiave il Brut 33, sei un taccagno”, controbatte Bertolucci.

Al che, si torna al tennis ed arriva la considerazione più pepata dell’intervento di Panatta, il quale si sofferma su Holger Rune: “Hai sentito l’ultima bischerata? Ha detto «Voglio vedere tra 15 anni chi sarà numero uno». Ma questo qui non sta mica tanto bene. Quanti anni avrà tra 15 anni? 35? Lui aspetta praticamente che Sinner e Alcaraz muoiano”. Lapidario anche Bertolucci sul Novak Djokovic sottotono visto finora: “Poca roba, poca roba. La sua palla cammina alla metà”.

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