Il giocatore tedesco, più che deludente in un 2025 da incubo, non ha nascosto la sua amarezza: tantissime le cose da cambiare in futuro
Per avere un’idea del tracollo compiuto dall’unico tennista che sembrava in grado di poter contrastare, nel medio-lungo periodo, lo strapotere di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nel circuito ATP, basta fare un confronto dei punti accumulati dai due fenomeni generazionali da una parte, e da Sascha Zverev dall’altra, nel corso di un 2025 più che positivo per la coppia italo-spagnola, e decisamente deludente per il tedesco.

Ad inizio stagione, subito dopo quegli Australian Open che lo avevano visto soccombere solo in finale al cospetto del campione azzurro, il nativo di Amburgo era secondo nel ranking, con la possibilità teorica perfino di attaccare il trono di Sinner qualora avesse sfruttato al massimo i vari tornei a cui l’altoatesino non avrebbe potuto partecipare nei tre mesi di squalifica per la nota vicenda Clostebol.
Chiamato dunque a raccogliere una sfida davvero complicata ma possibile a livello aritmetico, il tedesco ha fallito miseramente, uscendo di scena davvero prematuramente in diverse occasioni. Dopo aver perso, ben prima dell’importante appuntamento del Roland Garros, la seconda posizione in classifica a vantaggio di Alcaraz, Zverev ha continuato a deludere, collezionando sconfitte e generando una quantità di polemiche che ben hanno fotografato il suo nervosismo e la sua frustrazione per la negativa stagione che si stava consumando mese dopo mese.
Dalle lamentele per la dimensione delle palline al Foro Italico a quella per ‘l’invasione di zanzare in bocca’ a Parigi, a Zverev è accaduto davvero di tutto. C’è stato perfino un fulmine che ha colpito l’aereo che lo stava portando dalla nativa Amburgo alla Capitale francese.
Dall’amarezza alla consapevolezza: Zverev a cuore aperto
Dicevamo dell’evidenza dei numeri, che meglio di qualsiasi altra considerazione spiegano il rendimento di Sascha rispetto ai suoi rivali. Nel ranking ATP, quello in cui a febbraio/marzo il 28enne era davanti ad Alcaraz, l’iberico comanda con 11540 punti rispetto ai 5930 del teutonico (ancora terzo). Che in pratica è stato quasi doppiato dal neo numero uno del mondo.

L’ATP Race, che fotografa l’esatto cammino dei tennisti nel corso dell’anno solare, è se possibile ancor più impietosa. Le prime due caselle sono occupate da Alcaraz e Sinner, che hanno messo in cascina rispettivamente 10540 e 7950 punti. Anche in questa graduatoria Zverev è terzo, ma lontano ben 6360 punti dall’ultimo vincitore di New York.
Basti pensare che Novak Djokovic, con soli 11 tornei disputati nell’anno e ben 38 primavere sulle spalle, ha accumulato gli stessi 4180 punti messi insieme dal tedesco. Il quale, dopo la sconfitta al terzo turno degli Us Open per mano di Felix Auger-Aliassime, non ha trattenuto la sua amarezza.
“Il tie-break del secondo set – Zverev ha perso in 4 set dopo aver vinto il primo parziale, ndr – è stato decisivo nell’economica della sfida, perché ho avuto la possibilità di andare avanti di due set e forse sarebbe cambiato tutto. Ad ogni modo, non voglio trovare scuse né giustificazioni. La verità è che devo migliorare sotto tantissimi aspetti in vista del prossimo anno, trovando alternative che mi permettano di diventare un giocatore migliore”, ha ammesso non prima di aver evidenziato tutte le difficoltà avute nel trovare i giusto ritmo e il corretto impatto con la palla dell’avversario.





